Moko: «Il trap mi ha regalato un sogno»

Moko
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Moko ha mollato il fatidico posto fisso per inseguire il suo sogno, ha studiato “in cantina” per mesi – anzi, anni – e quando si è presentata la grande occasione non si è fatto trovare distratto. Ora il suo grande sogno è diventato realtà e Michele Incardona è diventato dj. Nativo di Bresso, 35 anni, Moko è il nuovo conduttore di 105 Trap, programma dedicato al fenomeno musicale del momento.

Moko, quando è iniziata questa avventura?
«Circa 5 anni fa. Mi piaceva troppo L ’idea di fare radio. Ho mollato il mio lavoro a Milano e mi sono dedicato a questo progetto».

Come hai iniziato a fare radio?
«In cantina, sotto casa. Ho studiato, mi sono applicato. E ancora oggi vado in onda grazie al web per far ascoltare tanta buona musica e parlare con un mondo di amici».

Poi è passato il treno che non ti aspettavi…
«Era il 2015, l’anno di Expo. E grazie a un concorso sono stato selezionato per fare il dj proprio nello studio che la radio aveva tra i padiglioni dell’Esposizione».

E da lì, sei rimasto nella squadra di 105?
«Ho collaborato con alcuni programmi e ne avevo uno in condivisione con alcuni colleghi, in onda nel fine settimana. Ora invece sono in onda tutti i giorni, dalle 21.00 alle 22.00, per parlare di trap con Charlie Charles e Dj Shablo. Quando mi hanno formulato la proposta, non hanno fatto in tempo a farmi la domanda di rito che avevo già detto sì».

Perché proprio il trap?
«È il genere più ascoltato e ballato dai ragazzi, la sua comunicazione è esplosa su tutti i media. Personalmente ero già affascinato da questo fenomeno e pensavo che studiarlo fosse necessario. E con 105, sempre in prima linea, non potevamo mancare questo appuntamento».

Che cosa consigli ai giovani che hanno un desiderio nella vita, come il tuo?
«Bisogna avere obiettivi a lungo termine ma anche lavorare a progetti a breve termine, perché ti permette di fare attenzione, di capire che passi stai facendo e come li stai facendo. Ogni mese rilancio ai miei ascoltatori dei motti che poi ripeto giornalmente anche a me stesso. Il consiglio è proprio quello di non perdere l’entusiasmo, andare avanti senza lamentarsi troppo. Perché lamentarsi porta via energie. E le energie ci servono per puntare alla luce».

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