Domenica dalle 16.00 Ignazio, Piero e Gianluca proporranno uno speciale minilive in piazza Duomo, in occasione del firmacopie in Mondadori di 10 years, il best of celebrativo della prima decade di musica per Il Volo, affiancato dalla versione CD+DVD del concerto tenuto lo scorso giugno a Matera.

 

Dieci anni di carriera alle spalle. Che sensazione è?
P: «In dieci anni abbiamo vissuto grandi emozioni raggiungendo molti traguardi, ma la nostra forza sta nel pensare a quello che c’è da fare in futuro: siamo sicuri che ci riserverà ancora molte emozioni».

G: «10 years raccoglie i brani che più rappresentano questi anni di lavoro, come Grande Amore, Nessun dorma e ‘O sole mio: siamo molto orgogliosi di poterli presentare riflettendo su quanto fosse impensabile tutto questo all’inizio».

Per lavoro avete visitato il mondo intero. Quale credete sia il punto di forza di Milano a livello culturale?
I: «Qui si respira il vento delle nuove tendenze musicali, come la trap ed il rap. Rimane una delle città più belle al mondo, la possiamo paragonare alla New York italiana. Milanesi, trovate però una soluzione sul traffico, è insostenibile».

Nel recente documentario sulla vita di Pavarotti di Ron Howard si evidenzia quanto pubblico e critica possano viaggiare su due strade differenti.
G: «Dal momento in cui ti esponi è normale essere soggetto a critiche. Proporre un genere musicale come quello di Pavarotti ci porta a percepire quanto effettivamente l’Italia venga percepita in maniera diversa rispetto a come la viviamo noi italiani».

P: «Luciano è stato il primo a portare il “bel canto” italiano fuori dai teatri e la risposta del pubblico è stata di gran lunga molto più grande del peso delle critiche. Noi abbiamo e avremo sempre a che fare con i giudizi, ma l’affetto del pubblico rimane la nostra priorità».

 

foto di Julian Hargreaves


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