Spettri della mia vita
Spettri della mia vita

I nostri consigli letterari per il fine settimana nella nostra #Milanochelegge, abituale appuntamento di inizio weekend:Spettri della mia vita a Elogio della rabbia

Mark Fisher, Spettri della mia vita. Scritti su depressione, hauntologia e futuri perduti, minimum fax (316 pagine, 18 euro)
Quante cose abbia capito Mark Fisher dieci – se non di più – anni prima di tutti gli altri lo stiamo scoprendo proprio adesso, con la pubblicazione in Italia di alcuni dei suoi scritti più amati, ma anche più personali: come questo Spettri della mia vita, appena uscito per l’editore minimum fax. È il gioco del personale che si fa politico, e viceversa: la critica sociale sconfina in un’analisi intima ed esistenziale, per poi tornare sul culturale a tutto tondo. Così facendo, Fisher è stato in grado di tracciare una mappa di un sentire collettivo che, come con una lente di ingrandimento, riesce a farsi anche individuale.

DA LEGGERE, DELLO STESSO AUTORE

Realismo capitalista, Nero Editions  (152 pagine, 13 euro)
È davvero così facile immaginare la fine del mondo piuttosto che la fine del capitalismo? Qui Fisher cerca di rispondere a questa domanda difficilissima, già teorizzata da altri prima di lui. Un acclamatissimo pamphlet radicale uscito circa nove anni fa nel Regno Unito e arrivato da noi in Italia solo oggi grazie alla traduzione di Valerio Mattioli per la nuova etichetta indipendente Nero: nonostante si riferisca alla situazione britannica del 2008, sembra essere particolarmente calzante anche per noi italiani del 2019.

Rita Bullwinkel, Lingua nera, Black Coffee (240 pagine, 15 euro)
Un esordio molto interessante, quello proposto dall’editore Black Coffee, specializzato in letteratura americana. Rita Bullwinkel ha voglia di sperimentare e lo fa con questa raccolta di racconti che gioca con i generi, con i registri linguistici, con gli universi, con i protagonisti stessi delle storie e persino degli oggetti con cui vengono in contatto.

Salvatore La Porta, Elogio della rabbia. Perché dovremmo incazzarci di più e meglio, Il Saggiatore (178 pagine, 16 euro)
L’assunto da cui parte questo libro è molto semplice, ma spesso sottovalutato: rabbia e ferocia sono due cose ben distinte, ma la rabbia molto spesso – troppo spesso – sfocia proprio nella ferocia, attingendo al serbatoio di rancore che ognuno di noi ha dentro se stesso. Salvatore La Porta, invece, vuol farci capire che l’ira è un sentimento assolutamente normale e, soprattutto, giusto. Giusto perché l’ira ha origini nobili e spinge l’uomo verso un senso di giustizia universale e la conseguente riparazione dei torti; ma ciò solo se, appunto, la rabbia non passa attraverso il proprio ego e la propria bolla personale. E come fare per evitare che l’ira diventi ferocia e odio immotivato? Be’, per esempio, partendo dalla cultura.


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