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20. 01. 2021 13:19

«AmAbilità», le saracinesche raccontano la violenza di genere: il progetto delle ragazze dello Ied

Un messaggio che passa attraverso i luoghi della città e l'arte: il progetto delle studentesse dello Ied e dell'associazione Libere Sinergie

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Quando la saracinesca di un’attività si abbassa, la lotta alla violenza resta. Anzi, si fa più forte. Era partito con questo messaggio e obiettivo, la scorsa estate dall’estrema periferia milanese il progetto di sensibilizzazione sulla violenza di genere attraverso la Street Art che l’Associazione Libere Sinergie ha condotto, sotto il coordinamento di Martina Sironi, con un team di studentesse, Alumni e docenti IED Milano.

AmAbilità.  Un progetto che punta a usare gli elementi di arredo urbano – muri, saracinesche, panchine – in chiave di sensibilizzazione e che giunge ora al culmine in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre: le giovani e i giovani designer hanno messo a disposizione della causa la loro creatività e capacità progettuale disegnando artwork a tema su 16 saracinesche di vari punti della città, abbracciando tutti i municipi milanesi. Altre quattro opere sono già in programma per essere realizzate nei prossimi mesi.

Attraverso i lavori creativi e la collaborazione dei cittadini (negozianti, artigiani e privati che hanno messo a disposizione le loro saracinesche su strada) Milano può vantare adesso un vero e proprio percorso riconoscibile di luoghi sensibili al tema della violenza contro le donne, con l’obiettivo di raggiungere con il linguaggio universale delle immagini e dei colori il maggior numero di persone possibile.

Per Milano. È possibile incontrare questi luoghi attraversando la città dalle sue quattro estremità: dalla  periferia Sud (Le Terrazze, nei pressi del Gratosoglio) a Greco Pirelli, passando per l’area NoLo; da Corvetto fino alla Ghisolfa, passando per le più centrali zone di Porta Ticinese, Crocetta, Corso XXII Marzo, Paolo Sarpi, Isola e City Life.

«Il progetto AmAbilità ha fatto capire alle nostre studentesse e ai nostri studenti che il Design non si fa solo davanti ai computer ma che può invadere la città, assumere una fisicità e un movimento che possono cambiare la percezione di un luogo e aiutare a comprendere tematiche complesse come la violenza di genere. Sporcarsi le mani non solo di colore ma soprattutto di valore».

Per l’ideatrice del progetto Marina Sironi, AmAbilità  «è un concentrato d’amore: c’è l’amore di chi lo realizza, di chi mette a disposizione la propria saracinesca, di chi lo supporta. In varie forme c’è l’amore, che è tutto ciò che nella violenza, qualsiasi forma essa abbia, manca. L’amore è il tema e il fine, soprattutto perché c’è chi non sa amare o non sa amarsi».

In breve

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