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14. 06. 2024 05:25

«Il Comune patrocina la mostra sul Battaglione Azov», scoppia la polemica a Milano

Centinaia le mail dal Comitato per il Donbass antinazista che chiedono di sospendere la mostra

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È polemica a Milano per una mostra patrocinata dal Municipio 1 della città, quello del centro, dal titolo ‘Eyes of Mariupol. Uno sguardo negli occhi dei difensori di Mariupol’. Secondo quanto denunciato da Rifondazione Comunista la mostra, allestita in via Dante, ritrae soldati in uniforme appartenenti al Battaglione Azov, «formazione riconosciuta a livello internazionale come neonazista – spiegano -. Basta dare un’occhiata in rete per vedere i militanti sfoggiare tatuaggi e simbologie naziste. È così che il Comune di Milano, tanto attento ai diritti promuove la pace? Riteniamo gravissimo questo patrocinio e chiediamo l’annullamento dell’evento».

Mostra sul Battaglione Azov, protesta il consigliere Fedrighini

La locandina della mostra, organizzata dall’associazione dei Giovani Ucraini in Italia, UaMi, e che vede anche il patrocinio del Consolato generale dell’Ucraina a Milano, mostra il volto di Denys Prokopenko, suprematista bianco che del Battaglione Azov è stato comandante. Anche il consigliere comunale della lista Beppe Sala, Enrico Fedrighini, ha protestato: «Non in mio nome – commenta – Patrocinio del Comune ad una mostra simboleggiata dall’immagine del capo del battaglione Azov. Mi dissocio come Consigliere comunale».

La mostra sul Battaglione Azov
La mostra sul Battaglione Azov

Battaglione Azov, la replica del presidente Abdu

A rispondere alle polemiche è il presidente del Municipio 1 Mattia Abdu. «Noi abbiamo dato un patrocinio tecnico se così si può dire – ha spiegato – perché spesso il Comune chiede di passare dai Municipi per questi patrocini perché si fa prima. La mostra prima che noi dessimo l’ok ha avuto il parere favorevole del gabinetto del sindaco, dell’ufficio relazioni internazionali e del comitato inter assessorile che l’ha autorizzata. Inoltre è patrocinata anche dal Consolato generale ucraino a Milano quindi dal governo ucraino».

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Le richieste di sospensione della mostra

Abdu denuncia poi di avere ricevuto centinaia di mail dal Comitato per il Donbass antinazista che chiedono di sospendere la mostra. «Io da 17 anni faccio politica nel Municipio 1, non ho mai attaccato il Comune con cui sono allineato, ma non devo dimostrare di essere antifascista perché sono figlio di un egiziano e iscritto all’Anpi – ha concluso -. Noi patrociniamo cose che sono di gestione del Comune soprattutto sulla cultura».

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