Ventiduesima edizione per il Banco di Garabombo, lo storico tendone del commercio equo e dell’economia solidale (il più grande d’Europa), promosso dalla cooperativa sociale , ospitato tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00, fino al 6 gennaio nel parcheggio di via Pagano, all’uscita della metropolitana. E’ come sempre un’occasione per trasformare gli acquisti natalizi in gesti concreti di costruzione di un’economia più giusta e sostenibile per le persone e per l’ambiente.

Tra le novità si segnalano l’olio Antico frantoio del Parco, prodotto da olive biologiche raccolte nel Parco naturale dell’Uccellina in Maremma, e la linea Terre in Moto, con prodotti tipici delle zone terremotate nel Centro Italia. E quest’anno viene lanciata l’iniziativa Solidali con Riace per raccogliere fondi e sostenere la comunità e l’economia locale del comune calabrese divenuto simbolo dell’accoglienza. «Sono circa centomila i visitatori che passano dal tendone ogni edizione e abbiamo notato negli anni una crescita forte degli affezionati», racconta a Mi-Tomorrow Roberto Pirchio, volontario dell’associazione Chico Mendes Onlus.

E’ aumentata l’attenzione verso l’equosolidale?

«Certamente vi sono maggiore consapevolezza e più attenzione nei confronti del commercio equo e dell’economia solidale, ma c’è dell’altro».

Cioè?

«La qualità. Noi – ed è un aspetto su cui insisto molto – offriamo prodotti di qualità e la gente, stufa di articoli di basso standard, guarda con grande interesse a questo aspetto, dall’alimentare all’abbigliamento, perché ha capito che ne vale la pena: sono prodotti buoni e giusti, da tutti i punti di vista. La qualità consente di creare un rapporto che dura e cresce nel tempo con chi acquista».

Discorso che vale anche per La buona bottega, il punto vendita di alimentari che avete inaugurato due anni fa in piazzale Baracca…

«Esatto. I primi a scoprirci sono stati impiegati degli uffici e negozianti della zona, vogliosi evidentemente di fare una pausa pranzo diversa. La differenza, alla fine, si sente».

Perché il sostegno a Riace?

«Siamo solidali con Riace perché è il classico esempio di come si possa trasformare un evento, in questo caso l’immigrazione, nello stravolgimento positivo di un’economia locale, che diventa sostenibile, produttiva e d’accoglienza. È stato fatto qualcosa di spettacolare, sbloccando lo stallo in cui si trovano gli immigrati, ai quali è stata data una casa e l’opportunità di lavorare, in accordo con artigiani e commercianti del luogo: un esempio della filosofia del commercio equo, quasi un manifesto».

Come aiuterete Riace concretamente?

«Offriamo nel tendone tre libri e, per ogni volume venduto, devolveremo 5 euro alla comunità riacese per l’acquisto di moneta complementare, lo strumento che è uno dei punti di forza del sistema d’accoglienza del comune calabrese, ora a rischio paralisi».