Dal 1958 è “El super Grissin de Milan”. Vitavigor significa 60 anni di tradizione e qualità tramandate di generazione in generazione, un esempio di produttività milanese che guarda all’estero. Dal primo negozio di via Ponale ad oggi ha macinato chilometri, esprimendo al meglio la vitalità e la creatività della città meneghina. Milano come punto di partenza e come simbolo di un’identità che rimane stabile, nonostante lo sguardo internazionale. Di recente la partnership con Disney per una merenda buona, ma anche sana: l’etichetta recita sempre olio extravergine di oliva. A parlarne a Mi-Tomorrow è Federica Bigiogera, responsabile marketing e nipote di Giuseppe Bigiogera, fondatore del panificio in zona Bicocca che ha dato il via all’attività.

Vitavigor e Disney: com’è nata questa collaborazione?
«Il primo incontro è stato nel 2017 alla fiera TuttoFood. Disney ci conosceva già: aveva imparato ad apprezzare i nostri prodotti e la qualità degli ingredienti. Ci ha unito la decisione di creare una nuova merenda che piacesse sia ai bambini che alle mamme. Qualcosa di buono e al tempo stesso salutare, diverso rispetto ai soliti snack unti e salati. Un cibo da mangiare di frequente, senza correre rischi per la salute».

L’idea che il cibo sia prima di tutto nutrimento, quindi?
«Esatto. In quest’ottica abbiamo pensato ai Vitastick al parmigiano reggiano DOP e a quelli alla pizza con pomodoro e origano. I nostri Vitastick integrali, poi, sono stati un successo. I bambini li apprezzano anche se di solito non sono abituati a questo gusto: i personaggi Disney li avvicinano a un sapore che spesso loro considerano lontano, o poco appetibile. La nostra idea è abituare i più piccoli a un’alimentazione sana, che non deve essere per forza punitiva».

Quest’anno ricorrono i 60 anni da quando nonno Giuseppe Bigiogera ha dato inizio alla vostra storia. Cosa non è mai cambiato dal 1958?
«Non è cambiato il carattere familiare dell’azienda, anche se è cresciuta molto nel corso del tempo. È nata come attività di famiglia e tale è rimasta. Lo si nota, oltre che nella proprietà, anche nella modalità di rapportarsi con i clienti. In particolare all’estero, dove apprezzano molto il fatto di potersi interfacciare con una famiglia perché loro stessi, a volte, sono famiglie. Poi non è cambiata la qualità del prodotto, filo conduttore che è rimasto costante nel corso degli anni, da mio nonno a mio padre e i miei zii».

E cosa è cambiato, invece?
«Abbiamo modificato il modo di presentare l’azienda, la sua immagine e il restyling dei packaging. È tutto più attuale. A dire il vero, anche questo non è mai cambiato: la capacità di stare al passo coi tempi, dalla fine degli anni ’50 in poi».

Proprio sull’estero avete puntato molto. Come avete fatto a sviluppare questo aspetto pur restando un simbolo della produttività milanese?
«La risposta è sempre la qualità. Resta un punto fermo ed è sempre riconosciuta. I nostri clienti cercano un prodotto buono, ma anche sano. All’estero questo binomio trova un riscontro molto positivo».

Qual è l’immagine di Milano che pensate di diffondere oltre i confini?
«Con il recente restyling grafico ci siamo ispirati a Milano per comunicare la sua natura di città alla moda e della moda, del fashion, dell’estetica. Per esempio, le righe verticali sono un rimando ad alcuni stilisti meneghini che spesso le hanno usate nelle loro creazioni».

Al momento che obiettivi avete per il futuro?
«Vogliamo crescere e consolidarci, sia in Italia che all’estero. La partnership con Disney è stata proprio pensata in questo senso».

1958
l’anno di nascita di Vitavigor ha raggiunto

5 milioni
il fatturato in euro raggiunto nel 60º anno dalla sua fondazione

30
i Paesi in cui Vitavigor esporta nel mondo, dal Giappone alla Francia

7
le tonnellate di grissini prodotte al giorno