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29. 05. 2024 13:45

Incendio a Milano, il pm: il sistema antincendio non funzionava a dovere

Sotto accusa le bocchette dell'impianto da attivare manualmente che funzionavano fino al quinto piano

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L’incendio a Milano divampato domenica 29 agosto sarebbe dovuto ad alcune criticità nel sistema antincendio. Questo quanto emergerebbe da una prima analisi portata avanti dal pubblico ministero, che dunque protenderebbe per un difetto di sistema. 

Incendio a Milano, cos’è successo

Domenica 29 agosto, attorno alle ore 17.30, è divampato un incendio a Milano al grattacielo presente in via Antonini, conosciuta come Torre Moro. L’incendio si è originato al 15esimo piano, forse per un cortocircuito. Di conseguenza si è verificato un “effetto camino“: un’aria tra l’edificio e i pannelli di rivestimento del grattacielo ha fatto correre le fiamme trasformando la torre in una torcia. 

Dubbi sul sistema antincendio

Dubbi sul sistema antincendio e, in particolare, sulle “bocchette” dell’impianto da attivare manualmente  che funzionavano fino al quinto piano, non erano attive tra il quinto e il decimo, mentre hanno funzionato in parte tra il decimo e il diciottesimo piano. Le scale, invece, hanno consentito alle persone che stavano lasciando il palazzo di scendere in sicurezza grazie a un meccanismo che evita che il fumo possa diffondersi e nelle scale stesse. Gli stessi pannelli di rivestimento, dunque, non hanno retto al fuoco e proprio il fatto che non fossero ignifughi sarà uno dei temi delle indagini.

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Il fascicolo aperto dalla procura 

Nelle prossime ore la procura aprirà un fascicolo sulla vicenda per l’ipotesi di disastro colposo, anche se altre ipotesi sono al vaglio. Al momento le indagini sono ancora in una fase iniziale e una relazione sul perché l’incendio sia divampato arriverà sul tavolo dei magistrati solo nei prossimi giorni.

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