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14. 06. 2024 05:42

Milano Arch Week, le periferie del futuro

La riqualificazione dei quartieri delle città al centro della nuova edizione di Milano Arch Week

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Torna da domani a domenica la Milano Arch Week, manifestazione dedicata all’architettura, alle trasformazioni urbane e al futuro delle città fondata, in programma tra Politecnico (domani l’inaugurazione) e Triennale quali sedi principali di tavoli di lavoro, talk, lecture e workshop.

Il ritorno della Milano Arch Week

Il tema di quest’anno, Waiting for Peripheries, si propone come un momento di confronto sulle energie sociali e culturali della città, volto ad avviare una riflessione collettiva sulle periferie. Cosa possiamo imparare dalle aree marginali? Cosa ci aspettiamo dalla casa? Esiste un nuovo modo di concepire l’housing sociale? Quali sono i confini del centro? I quartieri sono isole o sono piuttosto strati tematici?

E ancora: come possiamo costruire un’infrastruttura sociale solida in grado di penetrare in ogni quartiere? Possono le scuole esserne la nuova base? Sono alcune delle domande che guideranno la kermesse. E per riflettere su questi temi sono stati invitati architetti e designer internazionali, studi e professionisti emergenti, urbanisti e paesaggisti.

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Milano Arch Week, gli ospiti della nuova edizione

Tra gli ospiti confermati di questa edizione, Iñaki Carnicero, architetto di fama internazionale che è stato nominato dal Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez Segretario generale per l’Agenda urbana e l’architettura e che ha promosso la stesura della prima legge statale sulla qualità dell’architettura, lo studio tedesco b+ Arno Brandlhuber, che si è sempre distinto per il suo approccio sperimentale, lo studio catalano Harquitectes, Kersten Geers dello studio belga OFFICE, e l’architetta giapponese Toshiko Mori, co-direttrice di “Domus” per il 2023.

Quest’anno la manifestazione si rinnova e si propone in una veste inedita, ampliando i propri confini e attivando altre sedi diffuse nella città: scuole, teatri, associazioni, biblioteche, giardini di quartiere, 40 luoghi che tracciano una rete che dal centro arriva ai quartieri più esterni. Sarà anche l’occasione per raccontare i sei progetti vincitori del concorso di idee San Vittore, spazio alla bellezza, che intende promuovere una nuova concezione di casa circondariale attraverso la riprogettazione di alcuni spazi del carcere per cambiarne la percezione e migliorarne la funzionalità.

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