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01. 12. 2022 08:03

Cosa ci lascia il Milano Pride 2022

Bisogna manifestare, ma stona l'insaziabile necessità di una comunità di farsi notare a tutti i costi

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Una giornata dai mille colori. Questa è stato il Milano Pride 2022. La parata arcobaleno, partita da Stazione Centrale e diretta in corso Sempione, ha attraverso le vie del centro colorando la città contro omofobia e omotransfobia. Suggestivo anche il concerto finale in Arco della Pace: musica fino a mezzanotte e tantissimi giovani scatenati.

Manifestare, sì. Eccesso, anche no

C’è un però. L’eccesso, l’insaziabile necessità di una comunità di farsi notare a tutti i costi, andando decisamente sopra le righe. La strafottenza verso un sistema che, volenti o nolenti, è quello in cui viviamo. Il ripudio ad una “pubblica decenza”, come scrive il codice penale, inteso come forma ribellione verso la libertà. Ecco, questo è l’errore più grande che una comunità come quella LGBT+ sta commettendo: dopo anni di vessazioni e discriminazioni, è il momento di alzare la voce. Ma nei limiti.

milano pride 2022

Sfilare per le vie del centro di Milano con solamente del nastro adesivo sui capezzoli non è libertà. Camminare lungo Corso Sempione con il fondoschiena in bella vista non è libertà. Scambiare l’autodeterminazione individuale con provocazioni bigotte non è maturità. Giusto, legittimo, necessario alzare la voce. Ma ricordiamoci che esiste la pubblica decenza, per fortuna.

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