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10. 12. 2022 09:50

Milano Pride 2022: 300mila partecipanti. Il sindaco Sala: «La strada dei diritti è lunga»

Le parole dei protagonisti dal palco in Arco della Pace

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Sono 300mila, secondo gli organizzatori, i partecipanti al Pride di Milano che, dopo aver percorso le vie della città, sono arrivati all’Arco della Pace. Presi d’assalto tutti i locali nei dintorni, mentre il palco della manifestazione ha iniziato a ospitare i primi interventi, a partire da quello del sindaco Giuseppe Sala.

Milano Pride 2022 chiude in Arco della Pace

Anche il sindaco ha partecipato alla parata del Milano Pride 2022 e ha deciso di sfilare dietro lo striscione in testa al corteo per l’ultimo tratto fino all’Arco della Pace, dove si sta concludendo l’evento. Sala indossa una camicia con il taschino arcobaleno che si è fatto confezionate dal brand Msgm: «La strada per i diritti è sempre lunga ma è importante dare la dimostrazione che non si smette mai e non si deflette rispetto anche ai nostri doveri. Parlo del mio dovere e del dovere dei politici. È più importante forse di altri anni questo Pride perché è evidente che nei momenti di crisi qualcuno ritiene di risolvere le questioni e trovare semplificazioni attraverso discriminazioni e lo stiamo vedendo in tante parti del mondo. Anche qui non è facile però vedo che c’è una grande comunità che ha voglia di fare. Questo anno a mio parere è un Pride più importante degli altri anni».

milano pride 2022

L’assessore al Welfare e salute Lamberto Bertolè: «Da 11 anni Milano ha scelto con decisione da stare dalla parte dei diritti civili. Dobbiamo essere bravi a difendere tutto ciò, vogliamo essere una città aperta. Abbiamo aperto le case arcobaleno, altre ne nasceranno. Milano vuole fare ancora di più. Se oggi siamo qua è perché voi ci avete spinto».

milano pride 2022

E’ intervenuto anche Fabio Pellegatta, ArciGay Milano: «Voglio ringraziare tutti quelli che hanno permesso tutto ciò. Un grande grazie al Comune di Milano. Abbiamo cambiato il modo di pensare, alle istituzioni dobbiamo sempre chiedere un ritorno. In settant’anni abbiamo portato a casa tre leggi, che vanno riviste. In questo momento nel mondo c’è una lotta, la contrapposizione tra chi lotta per i corpi. Siamo qua per dire cosa vogliamo. Dobbiamo stare dalla parte dei diritti e della democrazia. Oggi amxhe Milano ha detto da dove vuole stare».

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