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19. 01. 2022 17:50

Monopattini a Milano: la città è pronta alla rivoluzione, proprio come 12 anni fa

Tutto quello che c'è da sapere sulla riforma del Codice della Strada. Ma il casco?

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È pronta la nuova rivoluzione della mobilità su due ruote, i monopattini a Milano subiranno una stretta ben decisa. E questo a distanza di 12 anni dall’ultima volta che il settore della mobilità biruota ne subì un’altra: era il 12 novembre 2009, infatti, quando venne firmata la legge che rendeva obbligatorio l’uso del casco a bordo dei motorini.

Monopattini a Milano, cosa cambierà

Sembra passata un’eternità e invece sono appena 12 anni. Un lasso di tempo che, vista la società attuale, rimane però grandissimo, perché i cambiamenti sono all’ordine del giorno e viaggiano a velocità incredibili. Ora, dopo che nel 2009 furono le leggi riguardanti gli scooter ad essere sottoposti ad aggiornamento, è il turno della mobilità urbana. E i monopattini a Milano, ma più un generale in città, subiranno una stretta che, sulla carta, dovrebbe però dare i suoi primi segnali tangibili solo a partire da gennaio 2024. Quello che cambierà saranno poche cose ma assai pratiche, tutte volte ad aumentare la sicurezza di chi si mette alla guida di questi oggetti ma anche di tutti coloro che gravitano sulle strade, siano pedoni o utenti differenti della strada come automobilisti, ciclisti, eccetera. Milano, da questo punto di vista, è città ad alto tasso di utilizzo di scooter, biciclette, monopattini e segway, tanto che basta fare un giro in una delle qualsiasi zone centrali della città in una delle qualsiasi giornate lavorative per accorgersi della gran mole di monopattini utilizzati: in un report di giugno 2021 di Motus-E, si parla di qualcosa come 1.500 monopattini utilizzati quotidianamente nel capoluogo meneghino.

Le nuove norme del Codice della Strada

Finalmente è stata messa mano al Codice della Strada e le nuove norme inserite al suo interno riguardano tutte, per l’appunto, i monopattini elettrici. Alcune di queste norme sono già entrate in vigore da mercoledì 10 novembre, per le altre però bisognerà aspettare. Perché? Perché in Italia, come spesso accade, la burocrazia rallenta tutto. E difatti le norme già entrare in vigore non sono altro che obblighi e divieti che o già esistevano e sono stati ampliati, o confermano solamente quelli già esistenti e finora poco rispettati. Quello che cambia, ad oggi, sono la velocità massima consentita sulle strade urbane, che scende da 25 a 20 chilometri orari; e l’obbligatorietà per chi userà i monopattini di terminare il noleggio con una foto e caricarla sull’applicazione di riferimento, di modo da verificare dove lo si lascia. Un tentativo per evitare o contrastare la sosta selvaggia, un fenomeno che a Milano ha dato il meglio di sé: è storia recente le biciclette dello sharing gettate nel naviglio, difficile immaginare che qualche pazzo non possa fare altrettanto con un monopattino. Anche se, in questo secondo caso, quello che si cerca di evitare è più che altro la sosta su marciapiedi dove le persone non riesco nemmeno a passare, fenomeno assai diffuso soprattutto su Corso Buenos Aires. Quanto al resto, nulla cambia.

Le norme che entreranno in vigore

Tra le norme che entreranno in vigore in futuro ce ne sono alcune che, oggettivamente, tendono verso una maggiore sicurezza del monopattinista. Su tutte i monopattini dovranno essere obbligatoriamente dotati delle luci di posizione, delle frecce, di quelle di stop, di un segnalatore acustico, bisognerà andare in giro dopo il tramonto con luci sempre accese e giubbotto catarinfrangente. E il casco? Nessuna traccia. I mezzi che verranno messi in circolazione a partire dall’1 gennaio 2022 dovranno già avere obbligatoriamente queste novità, per chi ha acquistato un monopattino in precedenza ci sarà tempo per adeguarsi entro il primo gennaio del 2024. Dopo quella data, non si tornerà più indietro.

Come risponderà Milano

Siamo sicuri che Milano risponderà, per la maggioranza dei casi, bene. È stata una delle prime città a rispettare l’obbligo del casco quando ci fu la già citata legge di 12 anni fa, si dimostrerà ligia al dovere anche in questa circostanza. C’è da sperare che il resto d’Italia possa seguire il modello milanese, per non avere come al solito diversi paesi raggruppati sotto il Tricolore che viaggiano a diverse velocità.

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