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La città cambia e per farlo si è dotata di un nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT), approvato lo scorso marzo dal Consiglio Comunale. Ora il documento è a disposizione di cittadini, associazioni, Municipi e tutti coloro i quali vorranno offrire un contributo per la Milano del 2030. Dopo questa prima fase di consultazione, si aprirà un mese di osservazioni, dal 15 giugno al 15 luglio.

Il documento contiene alcune importanti novità infrastrutturali: la realizzazione della linea M4 della metropolitana, il prolungamento delle altre linee verso Monza e Settimo Milanese, l’adeguamento della cintura ferroviaria in funzione della Circle Line e il potenziamento del Servizio Ferroviario Regionale e dell’alta velocità.

Il Piano individua anche sei aree (San Siro-Trotto, Bovisa-Goccia, Piazza D’Armi, Ronchetto, Porto di Mare e Rubattino), il cui sviluppo sarà legato all’insediamento di “Grandi Funzioni Urbane”, come ospedali, impianti sportivi, parchi urbani, sedi amministrative, progetti di ampio respiro che portino nuovi servizi sull’area metropolitana.

La Milano del futuro avrà una riduzione del consumo di suolo del 4% rispetto al Piano vigente, da ottenere attraverso il vincolo ad uso agricolo di oltre 3 milioni di metri quadri di aree, l’ampliamento del Parco Sud per circa 1,5 milioni di metri quadri, la realizzazione del grande Parco Metropolitano attraverso la connessione ecologica tra il Parco Nord e il Parco Sud, la nascita di almeno venti nuovi parchi tra cui i sette previsti all’interno degli scali ferroviari.

Ci saranno nuovi nomi per 88 quartieri ma anche la riapertura dei Navigli e la rigenerazione di sette piazze: Loreto, Maciachini, Lotto, Romolo, Abbiategrasso, Trento e Corvetto. Si prevede, infine, inoltre il recupero di tremila alloggi di edilizia residenziale pubblica, la realizzazione nell’ambito dell’Accordo di Programma sugli Scali Ferroviari di alcuni alloggi a canone sociale, la sperimentazione in dieci aree pubbliche di edilizia popolare e servizi abitativi all’interno di contesti sociali misti.

Si prevedono infine misure severe sul fronte degli edifici abbandonati, prevedendo la perdita dei diritti volumetrici esistenti e l’assegnazione solo dell’indice di edificabilità unico per chi lascia stabili in stato di degrado. Per consultare il documento basta collegarsi al sito comune.milano.it.


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