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10. 12. 2022 02:15

Porto di Mare: il progetto di riqualificazione dell’area

Si tratta di un'area degradata di proprietà del Comune di Milano

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Il Comune di Milano ha approvato le linee per la trasformazione e la valorizzazione della zona tra via San Dionigi e via Fabio Massimo, in piena area Porto di Mare, ambito degradato e peraltro prossimo ad altre aree già oggetto di interventi di rigenerazione quali Santa Giulia e l’ex scalo ferroviario di Rogoredo.

Porto di Mare, il Comune punta alla completa riqualificazione 

Un nuovo passo verso la completa riqualificazione delle aree di proprietà comunale. Due le direttrici: la raccolta di manifestazioni d’interesse per la riqualificazione di alcune aree dell’Ambito, la cui superficie si estende per circa 90mila mq; e la messa a bando di Cascina Casotto per affidarla in diritto di superficie fino ad un massimo di 90 anni per funzioni di interesse pubblico.

Porto di Mare
Porto di Mare

Il bando del Comune di Milano

«A seguito e a seconda delle proposte di valorizzazione delle aree che perverranno, nell’ottica di un sistema articolato di servizi abitativi e alla persona, l’Amministrazione provvederà poi a pubblicare bandi puntuali, anche per zone specifiche, che potranno contemplare diversi strumenti utili, tra cui  la concessione in diritto di superficie e quella d’uso» si legge nel bando. Il commento dell’assessore alla Rigenerazione urbana, Giancarlo Tancredi: «Il futuro di questo pezzo di città, a lungo discusso, si sta finalmente avvicinando. Stiamo definendo il quadro complessivo delle politiche pubbliche entro cui svilupparne il processo di riqualificazione, che deve essere volto all’attuazione di una strategia di sviluppo sostenibile, attento a evitare il consumo di suolo e all’attuazione di politiche del riuso e della riqualificazione dell’esistente, orientato al recupero di tutte le zone e i quartieri di Milano, sottraendoli al disuso e restituendoli ai loro abitanti. Questo quadrante, in particolare, è quello su cui insiste il maggior numero di progetti di trasformazione e che nei prossimi anni diventerà una delle nuove e più importanti centralità urbane». 

La questione di Cascina Casotto 

Per favorire il recupero architettonico-edilizio e funzionale della Cascina Casotto di via Fabio Massimo è previsto un bando a parte, che seguirà le modalità e gli indirizzi degli altri avvisi pubblici relativi al sistema delle Cascine milanesi, una volta che l’immobile – nelle prossime settimane – verrà inserito nel Pavi (Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari). Si tratta di un edificio, la cui costruzione originaria è datata intorno al 1850, di due piani fuori terra che occupa un’area di circa 2.500 mq. Il bando mirerà all’insediamento di specifiche funzioni di interesse pubblico che potranno essere affiancate da quelle di carattere privato capaci di generare reddito per garantire la sostenibilità economica del recupero complessivo. 

Le opere di riqualificazione del Comune di Milano

Finora l’Amministrazione ha avviato una serie di azioni volte a innescare un processo virtuoso di riqualificazione dell’intero comparto, considerate anche le zone limitrofe, dallo sgombero di un grande accampamento abusivo al sequestro di alcune attività irregolari, all’attività di rimozione dell’amianto presente sulle coperture di vari fabbricati, per arrivare ad alcuni interventi puntuali di rigenerazione: quello delle aree verdi recuperate attraverso la collaborazione con l’associazione Italia Nostra Onlus; dell’ex discoteca ‘Karma-Borgo del tempo perso’, ormai demolita, al cui posto sorgeranno una tensostruttura per eventi e concerti e spazi per la didattica; della Cascina Carpana, la cui rinascita passa da un progetto di casa e lavoro dedicato alle donne vittime di violenza.

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