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19. 01. 2022 18:30

Pubblicità con disabili, vince l’ironia: “Poteva andarmi peggio, potevo nascere omofobo o No-Vax”

L'idea dell'associazione Parent Project

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Un ottimo esempio di denuncia la pubblicità con disabili elaborata dall’associazione Parent Project, che punta sull’ironia e vuole evitare la canonica pietà che di norma viene elargita alle persone che si trova in una situazione di disagio.

La pubblicità con disabili che piace per la sua ironia

Ed è proprio questo che piace, di questa pubblicità con disabili: la sua ironia. Una campagna di comunicazione che vuole denunciare e non far suscitare nelle persone pietà, una campagna che vuole anche far capire come, in fin dei conti, una situazione di disagio si possa superare con un’immagine e una frase. La Parent Project è un’associazione che riunisce diversi pazienti affetti dalla distrofia muscolare di Duchenne. I quali, in carrozzina, sono i veri protagonisti della campagna di comunicazione. Con messaggi del tipo: «Poteva andarmi peggio, potevo nascere No-Vax, complottista o razzista». 

Una campagna nuova, il coraggio di cambiare

Dalle pagine de La Repubblica Elena Poletti, responsabile della comunicazione di Parent Project, ha spiegato i perché di questa campagna, che se da una parte punta a sensibilizzare sul ruolo cruciale della ricerca sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker, dall’altra in contemporanea però vuole anche sfatare il mito che questi ragazzi siano inattivi, passivi e che non si godano la vita. Il tutto è stato creato con una campagna nata e sviluppata principalmente sui social media: «Ma il nostro intento è trovare spazi di approfondimento e di visibilità sulle nostre tematiche sui media» la conclusione di Elena Poletti.

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