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30. 06. 2022 12:17

Il leghista no vax e la frase choc su Liliana Segre: “Mancava anche lei, la numero 75190”

Fabio Meroni, le vaccinazioni e il nazifascismo, riassunto di una storia incredibilmente triste e immorale

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Il leghista no vax Fabio Meroni, consigliere provinciale, già due volte sindaco di Lissone e parlamentare del Carroccio, si è reso protagonista su Facebook di un duro attacco nei confronti della senatrice Liliana Segre, chiamandola semplicemente «75190» che era il numero che i nazisti le avevano tatuato sul braccio quando, a 13 anni, durante la Seconda Guerra Mondiale, venne deportata nel campo di concentramento di Auschwitz.

Fabio Meroni, leghista no vax, se la prende con Liliana Segre 

Il motivo del discutere è stato l’esporsi della senatrice Liliana Segre in pubblico riguardo l’importanza della vaccinazione. Cosa che, da buon no vax quale è, ha portato il Fabio Meroni a condividere un laconico messaggio su Facebook: «Mancava lei, 75190». Il tutto perché la Segre aveva detto che la la vaccinazione contro il Covid è un dovere morale. Il tutto, ovviamente, ha portato il sindaco di Lissone, Concetta Monguzzi, ad esporsi ufficialmente: «Siamo inorriditi — si legge nella nota ufficiale —. Le considerazioni volgari di chi come il consigliere Fabio Meroni equipara le vaccinazioni al nazifascismo offendono tutte le persone dotate di consapevolezza storica e di un senso di umanità. Le forze di maggioranza chiedono al consigliere Meroni pubbliche scuse come unica via per presentarsi con un residuo di dignità di fronte al Consiglio Comunale e a tutti i cittadini». Le scuse di Fabio Meroni, ovviamente, non sono arrivate. Anzi, il diretto ha interessato ha fatto capire che sui suoi profili social può scrivere ciò che vuole.

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