Per alcuni giorni il celebre toro della Galleria Vittorio Emanuele II è finito al centro di commenti ironici e polemiche. A far discutere è stato l’aspetto del mosaico durante le fasi finali del restauro, quando molti visitatori e utenti sui social hanno notato l’assenza degli attributi dell’animale, elemento simbolico del celebre rito propiziatorio praticato da turisti e milanesi.
Dal «toro senza attributi» alla fine del restauro che mette tutti d’accordo
Le immagini del cosiddetto «toro senza attributi» hanno rapidamente fatto il giro del web. In realtà si trattava di una fase temporanea dei lavori, destinata a concludersi con il completo ripristino del mosaico.
La conferma è arrivata venerdì 5 giugno, quando sono state rimosse le transenne che proteggevano l’area interessata dal restauro. Con la riapertura dello spazio, il toro è tornato nella sua versione originale e, quasi contemporaneamente, è ripresa una delle tradizioni più conosciute di Milano.
— Mi-Tomorrow (@MiTomorrow) June 5, 2026
Riprende il via vai di persone in Galleria Vittorio Emanuele
Il restauro si era reso necessario proprio a causa dell’intenso passaggio di persone. Negli ultimi anni, il continuo calpestio aveva provocato un progressivo deterioramento del mosaico, fino a creare un evidente avvallamento. In meno di un decennio, la superficie si era consumata di circa due centimetri e mezzo, trasformandosi in un vero e proprio foro.

Nuova usura in tempi brevi?
Con la fine del restauro, il simbolo della Galleria è tornato al suo aspetto originario. La ripresa immediata del rito propiziatorio lascia immaginare che il mosaico sarà nuovamente sottoposto a una forte usura quotidiana. Un destino quasi inevitabile per uno dei simboli più amati e frequentati dai turisti che visitano Milano.
