Comprare un trilocale a Milano è diventato un obiettivo sempre più difficile da raggiungere, soprattutto per chi può contare su un solo stipendio. Secondo un’analisi di Immobiliare.it Insights, oggi un single con un reddito medio riesce ad accedere appena all’1,3% dei trilocali in vendita nel capoluogo lombardo, una delle percentuali più basse tra le grandi città italiane. Milano si colloca infatti al terzultimo posto della classifica nazionale sull’accessibilità al mercato immobiliare, davanti soltanto a Bologna (0,9%) e Firenze (0,2%). Un dato che fotografa il crescente divario tra l’andamento dei prezzi delle abitazioni e la crescita dei redditi.
Trilocale, la situazione
La situazione migliora se l’acquisto avviene in coppia, ma resta comunque complessa. Con due stipendi medi, infatti, è accessibile circa il 20,6% dell’offerta di trilocali presente sul mercato milanese. Anche in questo caso il dato si mantiene ben al di sotto della media nazionale e distante da città come Catania (94,2%), Palermo (88%) e Genova (87,6%), dove la maggior parte delle abitazioni risulta ancora alla portata delle famiglie bi-reddito.

Trilocale, i prezzi
A pesare è soprattutto la forte crescita dei valori immobiliari registrata negli ultimi anni. Secondo Immobiliare.it, tra il 2016 e il 2024 il prezzo medio al metro quadrato a Milano è aumentato del 48%, mentre il reddito medio dei lavoratori dipendenti è cresciuto soltanto del 22%. Una dinamica che ha progressivamente eroso la capacità di acquisto delle famiglie. Il confronto con il 2021 evidenzia ulteriormente il peggioramento della situazione. Per i single milanesi l’accessibilità ai trilocali è diminuita di 7,4 punti percentuali in cinque anni. Ancora più marcata la flessione per le coppie, che hanno visto ridursi la quota di immobili acquistabili di 23,7 punti percentuali.
Trilocale, lo studio
Lo studio conferma così una delle principali criticità del mercato residenziale milanese: nonostante una domanda che continua a rimanere elevata, il costo delle abitazioni cresce a un ritmo superiore rispetto ai redditi, restringendo sempre di più la platea di chi può permettersi l’acquisto di una casa. Un fenomeno che alimenta il dibattito sull’emergenza abitativa e sulla necessità di aumentare l’offerta di alloggi accessibili in città.
