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04. 03. 2024 02:00

Seveso e Lambro, il triste primato di Milano: è la città italiana con più esondazioni fluviali

Milano ha un nuovo triste primato, grazie (si fa per dire) a Seveso e Lambro

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Milano ha un nuovo triste primato, grazie (si fa per dire) a Seveso e Lambro. E’ stato pubblicato il rapporto Città Clima 2023 – Speciale Alluvioni che testimonia un progressivo aumento dell’impatto della crisi climatica sul nostro paese negli ultimi quattordici anni. La serie storica analizzata dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente (dal 2010 al 31 ottobre 2023) mette in luce la Lombardia come una delle regioni più colpite dalle conseguenze del cambiamento climatico, con il fiume Seveso che rappresenta un caso di studio a livello nazionale per il rischio idrogeologico.

Seveso e Lambro a Milano

Il capoluogo milanese risulta essere la città italiana con la maggiore frequenza di esondazioni fluviali nel periodo considerato (venti eventi segnalati solo tra Seveso e Lambro), mentre la Lombardia nel suo complesso si colloca al terzo posto, dopo la Sicilia e il Lazio, per gli allagamenti causati da piogge intense (sessantasei eventi) e al primo per le esondazioni fluviali (trenta casi).

Seveso e Lambro, il rapporto

Il rapporto accenna anche all’evento disastroso che ha colpito Milano nella notte tra il 23 e il 24 luglio 2023, quando la città ha subito la perdita di cinquemila alberi in pochi minuti a causa dei venti che hanno raggiunto i 100 Km/h. Si tratta di dati allarmanti che richiedono un’attenzione sempre maggiore verso la delicatezza dell’equilibrio ambientale e delle conseguenze che il cambiamento climatico può avere sulla vita delle persone e sul territorio.

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esonda il seveso
esonda il seveso

Seveso e Lambro, storia

Il Seveso è uno dei fiumi più importanti di Milano, nonostante scorra sotterraneo in tutto il territorio comunale. Riportarlo alla luce sarebbe complesso, ma necessario per garantirne la sicurezza. Modificare le scelte insediative e recuperare le dismissioni potrebbe essere la soluzione ideale per ripristinare la valle fluviale. Tuttavia, tali azioni richiedono un investimento importante, soprattutto per quanto riguarda la bonifica delle aree dismesse.

Di conseguenza, si sceglie spesso la soluzione più semplice e meno costosa: la realizzazione di vasche in sostituzione delle poche aree verdi rimaste lungo il corso del fiume. La prima vasca di questo tipo è stata realizzata a Bresso, nel Parco Nord Milano, a spese di oltre 50.000 mq di bosco urbano piantato negli anni ’90. La sua capacità è di 250.000 mc ed è entrata in funzione a novembre 2023.

Questa struttura è indubbiamente di grande utilità, tuttavia è stata costruita a un altissimo costo in termini ecologici e paesaggistici. Il problema principale risiede nel fatto che questa vasca avrebbe dovuto essere l’ultimo sistema di sicurezza ad essere implementato, invece di essere il primo. La vasca è stata progettata per gestire picchi di piena brevi, come quelli causati dai temporali estivi localizzati. In caso di forti piogge, come quelle verificatesi il 31 ottobre scorso, la vasca sarebbe stata riempita in pochi minuti se gli altri bacini del sistema non avessero trattenuto le ingenti quantità d’acqua provenienti dalle aree a monte.

Tra i vari bacini del sistema, il più importante è quello di Varedo-Paderno. Si tratta di una grande diga artificiale, che quando sarà completata potrà contenere oltre 2 milioni di metri cubi di acqua. Tuttavia, la realizzazione di quest’opera è ancora incerta e non è stata accompagnata dalla bonifica dei terreni inquinati dagli stabilimenti dismessi della SNIA di Varedo. Il futuro di questo progetto rimane incerto.

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