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Meno di due settimane all’avvio di Area B, la grande Zona a Traffico Limitato che metterà fuorilegge i veicoli diesel più vecchi in città. Dopo settimane di trattative, i commercianti ambulanti hanno raggiunto un accordo sulle deroghe richieste.

«L’intesa è soddisfacente – spiega Giacomo Errico, presidente di Apeca, l’associazione degli ambulanti di Confcommercio -. Abbiamo lavorato con determinazione e puntiglio chiedendo la collaborazione degli assessori Cristina Tajani (Commercio) e Marco Granelli (Mobilità) e alla fine abbiamo raggiunto un buon risultato. Le deroghe servono alla categoria per poter lavorare. L’ultimo risultato utile che abbiamo conseguito riguarda gli autocarri superiori ai 35 quintali, attualmente solo diesel. Quelli che utilizzano gli ortolani, per i quali ci sarà una deroga fino al 2020, in attesa di trovare poi i veicoli adatti».

Intanto, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza una mozione della Lega che impegna il presidente della Regione Attilio Fontana a prevedere nei prossimi giorni una sessione tematica del Tavolo istituzionale Aria con il Comune di Milano funzionale ad armonizzare Area B con i divieti e le deroghe alla circolazione delle auto diesel Euro 3 previste dalla Regione Lombardia.

La richiesta, contenuta nel primo punto della mozione, è stata votata da tutto il centrodestra e dal Movimento 5 Stelle, mentre il Pd non ha partecipato al voto. Approvato invece quasi all’unanimità il secondo punto del testo che impegna la Regione, su proposta dei 5 Stelle, a costituire un ulteriore tavolo di concertazione tra Regione Lombardia e Palazzo Marino sulla mobilità alternativa e a basso impatto ambientale.

«La nostra iniziativa non è un atto di ingerenza verso l’autonomia del Comune di Milano, in quanto le limitazioni che l’amministrazione Sala ha stabilito con Area B non colpiscono solo i milanesi, ma anche i milioni di pendolari automuniti (city users) che ogni giorno raggiungono per lavoro il capoluogo lombardo. Ciò significa che abbiamo voluto affrontare un problema che interessa e penalizza diverse fasce della popolazione lombarda», ha spiegato il consigliere leghista Massimilano Bastoni, primo firmatario della mozione.


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