marco fontana
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Tutto un altro Marco Fontana. Dimenticatevi del vecchio prorider ma non della sua forza, della sua voglia e della sua grinta. Perché il 34enne biker di Giussano ha deciso: basta con il cross e il ciclocross, il futuro è l’elettrico ma soprattutto un progetto più ampio e tutto suo.

«È la prima volta che creo qualcosa di mio: di solito ci sono degli atleti che quando si separano dalle competizioni e cambiano disciplina fanno un passo indietro. Io ne faccio uno in avanti e creo qualcosa di nuovo».

La bicicletta, però, rimarrà una costante: «Quello che voglio fare è trasmettere la passione per la bici al mio pubblico: in questi anni ho partecipato a tante gare di cross country e ciclocross, ma oggi per continuare a fare quello che ho sempre fatto in maniera positiva era necessario un cambiamento». Ed ecco la decisione: «Sarò impegnato nel circuito di e-enduro, l’enduro elettrico, dove sfiderò piloti internazionali. A fine agosto ci sarà poi il primo campionato del mondo di ebike. E chiaramente correrò per vincere».

Ma il progetto va oltre: «Non mi limiterò all’agonismo, voglio provare a sviluppare il prodotto e aiutare chi organizza gare a venderne uno migliore. È stata una decisione forte, è un rischio lasciare la strada vecchia per la nuova; potevo scegliere di continuare a correre in bici facendo cross country o ciclocross o entrambe, ma ho deciso di lasciare per ripartire da un foglio bianco».

Di fatto sarà un novello influencer: «Direi di sì, ma non è una cosa negativa. Il mondo è pieno di invidiosi, ma io non lo sono. Se un calciatore guadagna milioni di euro è perché ha le palle per giocare di fronte a 60mila persone che lo guardano e lo giudicano. Non capisco l’invidia». Di certo la decisione di lasciare il mondo della mountain bike, dove ancora oggi è una divinità, è forte: «È un rischio, lo ammetto».

Un progetto studiato («Sono tanti anni che ci lavoro») e che prevede diverse attività: contenuti ricercati, con del riding di qualità e un occhio strizzato anche ai social network. «L’anno scorso abbiamo ideato la Elba Social Ride, da qui abbiamo preso spunto per creare contenuti che mi portino più vicino alle persone. Starò al fianco della community, per invitare i fan a fare un giro in bici con me. I social? Sono un modo nuovo di comunicare. È bello usare la testa per fare progetti nuovi».

Dunque spazio alle moto («Mi ci vedrete ogni tanto in sella»), alla neonata Scuderia Fontana («Sentivo la necessità di creare una squadra nuova, ma nel mio stile») e all’elettrico: «Perché dobbiamo sdoganare questo cliché: la bici elettrica non è solo per chi non ce la fa, ma è per tutti». E il sogno di Marco Aurelio Fontana, qual è? «Far partire una competizione di duemila persone con la bici elettrica, dove ci sfidiamo in un posto fighissimo».

Il prorider, quindi, lascia le corse. Ma prosegue nel suo amore con la bicicletta: «È da tanti anni che lavoro a questo progetto; mi metto la sera a scrivere, disegnare, passo nottate in bianco. Negli anni ho sempre avuto la volontà di creare qualcosa di nuovo, ma quando si è all’interno di un team, una squadra, è corretto e giusto dare il massimo e continuare a farlo».


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