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10. 12. 2022 10:49

Crisi casinò in Italia: le conseguenze del covid-19 e della guerra

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Negli ultimi anni il settore dei casinò è stato uno dei più colpiti in assoluto a causa dell’emergenza pandemica e della guerra. Durante la pandemia, i casinò di quasi tutto il mondo hanno dovuto affrontare una profonda crisi, in quanto le loro strutture furono le prime ad essere chiuse. In particolare, le situazioni più gravi sono state riscontrate in Spagna e Italia, dove il virus ha avuto una virilità nettamente maggiore.

Lo stato d’allerta e le limitazioni previste dal lockdown hanno causato ingenti danni ai casinò italiani, sia economici che sociali. Basti pensare che soltanto nel 2019, primo anno di pandemia, i casinò sono stati chiusi oltre sei mesi, provocando così una perdita di circa 103 milioni di euro. Ciò ha influito anche sul benessere dei dipendenti dei casinò, molti dei quali sono stati licenziati poiché le strutture non necessitavano di un ampio staff o, ancor peggio, non c’era la disponibilità economica per garantire lo stipendio a tutti i dipendenti.

La soluzione durante la pandemia: i casinò online

Seppur ci fossero delle regole che impedivano l’apertura delle sale da gioco, i casinò sono riusciti ad escogitare una soluzione. Riadattare le proprie strategie di business è stata più una necessità che una scelta, poiché per le persone non era possibile giocare fisicamente nella struttura. I casinò, che naturalmente potevano permettersi di affrontare queste spese, hanno deciso di lanciare siti online o applicazioni.

Tramite queste piattaforme, i giocatori possono partecipare ai giochi d’azzardo utilizzando uno strumento elettronico digitale, come ad esempio un semplice smartphone. I giocatori più accaniti del gioco d’azzardo hanno apprezzato sin da subito questa iniziativa, tanto che queste applicazioni ebbero un grande successo tra coloro che frequentavano abitualmente i casinò.

Rimanevano però poco chiare le norme da dover rispettare, quindi inizialmente non si poteva garantire un gioco del tutto sicuro. Fortunatamente i migliori casinò online riuscirono a mettersi in regola nel proprio stato dopo poco tempo. D’altro canto, si venne a creare un mercato illegale tra alcuni siti di gioco d’azzardo, incrementando in questo modo la pratica del riciclaggio.

Ancora oggi la regolamentazione dei casinò, seppur possa essere considerata affidabile, è ancora in fase di sviluppo. In Italia, la licenza che consente ai siti scommesse di poter offrire il proprio servizio è emanata dall’agenzia ADM, ossia l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Nonostante ne abbiano risentito le zone che sfruttano il gioco d’azzardo come attrazione turistica, i casinò online si sono dimostrati un’ottima alternativa, se non migliore, delle strutture fisiche. Grazie alle applicazioni e alle live chat tra i giocatori, è stato possibile conservare anche la socialità tra i membri del tavolo, un aspetto fondamentale nel gioco d’azzardo.

Come la guerra contribuisce alla crisi dei casinò

La crisi dei casinò non è stata provocata soltanto dal covid, ma in questo periodo anche la guerra tra Ucraina e Russia sta contribuendo alla decrescita di questo settore. Le difficoltà riguardano principalmente il sistema bancario russo, il quale è totalmente bloccato a causa delle sanzioni dall’Europa e gli Stati Uniti d’America.

Molti bookmakers, soprattutto italiani, avevano precedentemente affidato la gestione dei propri flussi finanziari alle banche centrali russe. Consequenzialmente, il trasferimento di denaro proveniente dalle scommesse e dal gioco d’azzardo è stato gravemente compromesso, e la situazione potrebbe ancora peggiorare nel corso del tempo. Senza i finanziamenti delle banche russe, i casinò italiani si troveranno in poco tempo a dover affrontare una crisi ben peggiore di quella determinata dalla pandemia.

In secondo luogo, la guerra in Ucraina sta ovviamente causando disagi alle attività autoctone, tra cui quelle legate al gioco d’azzardo. I dipendenti dei centri scommesse e dei casinò, infatti, hanno perso la loro posizione lavorativa, che quasi sicuramente non riceveranno al termine del conflitto.

Per questo motivo, l’azienda iGaming Group, la quale detiene gran parte delle strutture di casinò sul suolo ucraino, si è impegnata a garantire il trasferimento dei propri dipendenti verso paesi limitrofi, garantendo loro non solo un altro impiego ma anche un alloggio in cui vivere.

Il mercato dei casinò potrà tornare a splendere?

Dopo la pandemia del covid-19, seppur tenendo conto della situazione in Ucraina, il mercato del gioco d’azzardo ha avuto una crescita esponenziale. Nel 2021, soltanto i casinò di Las Vegas sono riusciti ad incassare un ricavo ben superiore del miliardo per otto mesi consecutivi. In generale, questo successo si è riscontrato in tutte le zone del Nevada. Sono risultati importanti, considerando che questi luoghi sono diventati delle destinazioni turistiche proprio grazie al gioco d’azzardo.

Lo stesso non si potrebbe affermare per i casinò in Italia, i quali non si sono affatto ripresi dalla crisi. La spesa familiare media in gioco d’azzardo è calata del 45.8% circa, ciò significa che gli italiani sono sempre meno interessati a questa attività. Secondo una classifica del 2020, l’Italia è stato il sesto paese del mondo ad avere più perdite nel settore del gioco d’azzardo, provocando un danno alle finanze dello Stato pari a 4 miliardi di euro. Se valutiamo anche le conseguenze della guerra, purtroppo non possiamo aspettarci la stessa ascesa avvenuta all’estero.

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