Città lombarde
Città lombarde

Chi pensa che l’immigrazione abbia coinvolto solo l’Italia del Sud si sbaglia di grosso. Molti documenti dimostrano che parecchie aree lombarde a fine Ottocento erano zone per lo più contadine, poco industrializzate. Aree come la bergamasca, il bresciano e alcuni comuni di Mantova erano molto povere.

Molti emigrarono Sudamerica, altri negli Stati Uniti fra le due guerre, Europa e Canada subito dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, sino alle ultime ondate che hanno riguardato Australia e Sudafrica negli anni Cinquanta e Sessanta. C’è un’altra Lombardia all’estero, ma pochi lo sanno: negli Stati Uniti ci sono decine di città, grandi, piccole e spesso piccolissime che portano nomi inequivocabilmente lombardi: esistono 19 Lodi e 14 Milan (e di una Milano) made in USA.

E poi ci sono 14 , oltre ad una generica Lombardy. Insomma, cercando ci si imbatte in 59 toponimi lombardi doc. E la ricerca probabilmente non è esaustiva, perché non altrettanto sicuri si può essere per la denominazione dei tanti centri lombardi minori (sono 1541 i comuni in cui è suddivisa la regione). E ben pochi possono essere le casualità, come quella fra la mantovana Revere e le otto analoghe città sparse in altrettanti stati dell’Unione.

Qui, infatti, l’intitolazione ricorda l’eroe della Rivoluzione americana Paul Revere, e non ha nulla a che fare con il piccolo centro dell’Oltrepò Mantovano. Quando però si chiama una città Milan, Cremona o Pavia ben difficilmente si ha in mente qualcosa di diverso dai capoluoghi. Ed è curioso osservare che la distribuzione delle città lombarde negli States copra quasi tutte le aree, dalla costa atlantica, sino alla California, dove sono collocate una Lodi ed una Como. Troveremo poi Milan, Tennessee, oppure Mantua, Virginia. E l’elenco porterebbe via pagine e pagine.


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