Quello che vi proponiamo oggi è un giro per la Lombardia tra fede e cultura.

 

Abbazia Cistercense dei SS. Pietro e Paolo – Abbadia Cerreto, Lodi

Fondata dai conti Cassini nel 1084, fu posseduta dai Benedettini fino al 1135, anno in cui per volere del vescovo di Lodi subentrarono i Cistercensi. Del complesso abbaziale rimane la chiesa di S. Pietro, costruita nel sec. XII e ripresa ai primi del ‘200.

L’edificio segna il passaggio dal romanico al gotico. Immersa nel verde, presenta una semplice facciata a capanna preceduta da porticato a trifore e coronata da archetti su fondo bianco. L’interno è a croce latina con volte a crociera. I pilastri, in cotto, si presentano in fasce di semi colonne con capitello a cubo sgusciato.

L’essenzialità della struttura corrisponde alla sobrietà di vita dei monaci. Quasi priva di decorazione, la chiesa presenta elementi stilistici cistercensi quali le 3 monofore e l’oculo disposti a croce sulla parete piatta del coro.

Tra fede e cultura ad Abbadia Cerreto
Tra fede e cultura ad Abbadia Cerreto

Eremo di Sant’Alberto di Butrio – Ponte Nizza, Pavia

Il nostro giro tra fede e cultura continua all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio. L’Eremo si trova in valle Staffora e sorge su un rilievo roccioso a quasi 700 metri di altezza immerso nel silenzio dell’Oltrepò Pavese. Nelle belle giornate si gode una vista su tutta la Pianura Padana. La costruzione dell’eremo venne iniziata dallo stesso sant’Alberto, forse del casato dei Malaspina, che nel 1030 andò ad abitare in solitudine nella vicina valletta del Borrione.

Avendo guarito miracolosamente un figlioletto muto del marchese di Casasco che in segno di riconoscenza gli edificò una chiesa romanica dedicata alla Madonna in cui sant’Alberto ed i suoi seguaci eremiti potessero celebrare messa. Dopo la morte di sant’Alberto, l’eremo crebbe in potenza e numero di monaci.

Nel 1900 la cura dell’Eremo fu affidata a Don Orione e avvenne la riesumazione dei resti mortali di Sant’Alberto, attualmente raccolti in statua di cera nella chiesa. Don Orione ripopolò l’Eremo collocandovi gli eremiti da lui stesso fondati nel 1899.

Tra fede e cultura
Tra fede e cultura

Abbazia di Pontida – Potida, Bergamo

Il Monastero benedettino di San Giacomo Maggiore, meglio conosciuto come Abbazia di Pontida, comprende la Basilica di San Giacomo e il vero e proprio Monastero, costruiti nel 1310. Fondato nel sec. XI da Alberto da Prezzate, rappresentò per tutto il Medioevo un importante centro culturale.

Per tradizione, ma il fatto non è documentato con sufficiente sicurezza, è ritenuto il luogo del Convegno tra i rappresentanti di Milano, Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova per contrastare il Barbarossa e mantenere l’autonomia dei Comuni Lombardi. L’interno, che ha mantenuto lo stile gotico originario, contrasta con l’esterno, in stile neoclassico, che risale al 1830. L’iniziale struttura medioevale del monastero è andata del tutto perduta. Le caratteristiche attuali derivano da uno dei restauri di epoca rinascimentale, dopo un lungo periodo di decadenza.

Tra fede e cultura
Tra fede e cultura

Abbazia di Viboldone, Milano

L’abbazia fu fondata nel 1176 dai padri umiliati quando l’ordine era ancora agli albori e venne terminata nel 1348. Fu la prima abbazia italiana di questo ordine di monaci che si dedicavano soprattutto alla lavorazione della lana. Oggi è sede di un laboratorio di tipografia e di restauro dei libri antichi.

La chiesa, seppur restaurata, è l’unico residuo dell’antico complesso. Nella facciata, a capanna, si evidenzia la mescolanza di caratteri del romanico e del gotico lombardi con l’impiego del laterizio, la tripartizione in lesene cilindriche, monofore e bifore laterali a cielo aperto. All’interno rimangono consistenti resti degli affreschi che dovevano decorarla in gran parte. Nell’ultima campata sulla parete di fondo Madonna in trono e santi, capolavoro di ignoto maestro fiorentino, discepolo di Giotto.

Abbazia di Viboldone
Abbazia di Viboldone

Monastero di San Pietro in Lamosa – Provaglio D’Iseo, Brescia

Il complesso sorge nella Riserva Naturale delle Torbiere, fu fondato nel 1083 dai monaci cluniacensi. Nel Medioevo si fece fondatore della rinascita agricola della zona ed ebbe un ruolo determinante nella conservazione del patrimonio artistico. Ne rimangono il chiostro rustico, alcuni corpi di fabbrica e la chiesa romanica dell’XI-XII secolo, a tre navate.

Quando nel 1550 avvenne l’unione con i canonici di Brescia, la chiesa subì alcuni rimaneggiamenti. Nonostante tutto, il complesso conserva un’impronta unitaria e appare oggi come un blocco unico dalle forme tozze e squadrate che paiono suggerire il raccoglimento e la laboriosità della vita monastica. La navata è decorata da affreschi che coprono un arco di quattro secoli, dal XIII al XVI sec., parzialmente riportati alla luce grazie ad un recente restauro.

San Pietro in Lamosa
San Pietro in Lamosa