Tre giornate con i grandi rossi vicentini dei Colli Berici, tra degustazioni, abbinamenti gourmet e i produttori con i loro assaggi. Da sabato a lunedì prossimo, 15 ottobre, a Ponte di Barbarano, in provincia di Vicenza, torna Gustus, Vini e Sapori dei Colli Berici alla sua nona edizione. La novità di quest’anno è la location: gli spazi di Villa Rigon con il grande giardino e la panoramica barchessa. Il format della nona edizione di Gustus prevede un grande banco d’assaggio all’interno della villa con i produttori del Consorzio Vini Colli Berici Vicenza che porteranno in assaggio il meglio della produzione vitivinicola del territorio. Una zona sarà interamente dedicata alle degustazioni tematiche in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier condotte da esperti del settore.

CALICI E BONTÀ • Fra le tante degustazioni, un interessante confronto tra i nostri vini e quelli dei territori internazionali più blasonati: Napa Valley, Cile, Châteauneuf-du-pape e Toscana. La parte esterna, sotto la barchessa, ospiterà invece la parte gastronomica con il Portico del Gusto: durante la manifestazione l’Associazione Cuochi di Vicenza e Le Buone Tavole dei Berici prepareranno finger food e risotti a base di prodotti locali. L’evento sarà aperto domani, dalle 17.00 alle 22.00, domenica, dalle 16.00 alle 20.00 e lunedì 15 ottobre, dalle 16.00 alle 20.00.

«Il futuro ispira la nostra tradizione»
L’enologo Nicola Dal Maso racconta i vini vicentini

Già dal 1887 la famiglia Dal Maso inizia a produrre vino dai propri vigneti sulle colline della zona Doc Gambellara: una tradizione che dura ancora oggi, dopo 130 anni e che si è ampliata anche nelle zone dei Colli Berici e dei Monti Lessini. «I nostri vini provengono da vitigni storici, autoctoni e rustici, come la Garganega, la Durella e il Tai Rosso – racconta a Mi Tomorrow Nicola Dal Maso, enologo dell’azienda di famiglia con sede a Montebello Vicentino – che beneficiano di un microclima e un terroir unico che conferisce ai vini un profumo e un sapore unici».

Una grande tradizione che riesce a lasciare spazio all’innovazione?
«Certamente, per la zona del Durello abbiamo creato un progetto nuovo sul metodo classico. Siamo nati 100 anni fa con l’uva Garganega, quindi vini bianchi fermi dolci, poi cinquant’anni fa abbiamo introdotto i grandi rossi dei Colli Iberici e ora questa vinificazione molto innovativa».

Come è andata la vendemmia che si è appena conclusa?
«È stata un’annata molto abbondante e, purtroppo, la quantità è sempre inversamente proporzionale alla qualità: sebbene avessimo già ricorso alle potature invernali, abbiamo usato l’arma del diradamento in vigna per tornare ai nostri standard quantitativi che ci permettono di conservare la qualità del prodotto».

Quali sono i vostri numeri?
«Produciamo fra le 350/350.000 bottiglie. Per noi le disciplinari dei vini DOC hanno maglie troppo larghe: siamo ben al di sotto della stima della produzione per ettaro. Si tratta di un prodotto di nicchia che punta tutto sulla qualità».