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06. 10. 2022 19:06

Anche i geni sbagliano: quando Leonardo studiò il cervello umano

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Di Leonardo si è detto di tutto. A volte anche troppo. Ma qualche dubbio rimane ancora. Leonardo era figlio illegittimo di Piero da Vinci e di Caterina: c’è chi sostiene che quest’ultima potesse essere di origine orientale. Il suo nome, infatti, era spesso riservato alle schiave convertite al cattolicesimo. Se a questo aggiungiamo che le impronte di Leonardo trovate sul dipinto San Gerolamo mostrano segni tipici arabi, il dubbio non può che alimentarsi.

Leonardo era un uomo davvero particolare: sappiamo che spese sei soldi per farsi predire il futuro (lo ha annotato lui stesso su quello che oggi chiamiamo Codice Atlantico), ma non esitò un attimo a scrivere che la chiromanzia era tutto fuorché efficace. E lo dimostrò, come sua abitudine, confrontando i palmi dei cadaveri e verificando che le linee della vita non si somigliavano.

Leonardo non amava solo le cose belle: spesso attirato dalle deformità, fui tra i primi a creare il genere della caricatura. Esistono diversi suoi schizzi in cui si diverte a disegnare teste maschili in modo assolutamente grottesco. Fu il primo ad intuire che i cerchi negli alberi corrispondevano alla loro età e intuì che quelli che venivano chiamati all’epoca i “nichi”, ovvero i fossili, non erano qualcosa di sopravvissuto al diluvio universale, ma resti animali e vegetali pietrificati, riemersi dalla terra grazie al movimento tellurico.

Leonardo ha sempre avuto ragione? No, certo. Un esempio? Nei suoi meravigliosi ed accuratissimi studi di anatomia, disegnò il cervello umano spiegando che questo aveva tre ventricoli. Nessuno è perfetto, insomma…


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