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Anche stavolta bisognerà prendere bene le misure di quella che sarà una nuova rivoluzione nel sistema della mobilità di Milano: Area B partirà da lunedì prossimo, cambiando le regole della circolazione e senza fare troppi sconti. D’altronde lo scontro istituzionale in atto tra Comune e Regione non poteva certo portare Palazzo Marino ad ammorbidire il provvedimento a suon di deroghe, richieste da più parti.

Il sindaco Giuseppe Sala ha dovuto rimandare all’estate l’aumento del biglietto Atm, dopo il tira e molla con la Regione, ma, allo stesso tempo non intende mollare di un centimetro sulle esenzioni ora in vigore per i divieti del Piano aria regionale e che Palazzo Lombardia avrebbe voluto vedere applicate anche per l’avvio di Area B. Ad esempio, la Lombardia garantisce totale libertà di circolazione agli over 70, agli automobilisti con redditi Isee sotto i 14.000 euro e a specifiche categorie produttive.

Niente da fare, invece, per il Comune che ha voluto battere la strada degli incentivi e dei finanziamenti per favorire la sostituzione dei mezzi più inquinanti, promettendo nuove risorse per rimpolpare i bandi. Non solo. Nelle prossime settimane arriverà anche un “buono mobilita” che favorirà l’acquisto di titoli di trasporto pubblico col 70 per cento di sconto.

Area B partirà quindi in aperta polemica con i venditori ambulanti e dei mercati. Alla richiesta di deroghe il Comune ha risposto con la Una sperimentazione che consentirà a determinati veicoli di poter comunque accedere ad Area B, ipoteticamente solo per il percorso necessario a raggiungere i mercati dove l’attività viene svolta. Il controllo verrà effettuato tramite un OBU (On Board Unit) in grado di monitorare i percorsi e la relativa estensione.

Gli ambulanti avranno a disposizione 500 chilometri nell’arco dell’anno solare, da utilizzare per i vari spostamenti dentro Area B. Per il primo anno, dato che i divieti partiranno solo lunedì prossimo, 25 febbraio, i chilometri permessi saranno 425. Non tutti gli interessati sono soddisfatti, poiché la sperimentazione riguarderà solo i veicoli per trasporto cose alimentati a gasolio Euro 3 o Euro 4, senza filtro anti-particolato. Tutti i mezzi ancora più vecchi e di classi inferiori non saranno ammessi alla sperimentazione e quindi non potranno più circolare all’interno di Area B.

Anche dell’Automobile Club di Milano, ente che raggruppa oltre 45mila associati, ha alzato la voce, chiedendo almeno di rimodulare gli orari di accesso alla Nuova Zelanda. Secondo i calcoli dell’associazione, il provvedimento del Comune renderà inutilizzabili circa 600mila automezzi. E ancora: «Le auto che entrano a Milano ogni giorno sono poco meno di 500mila, i posti nei parcheggi di interscambio sono poco più di 15mila e vengono tutti occupati già nelle prime ore del mattino. È quindi impensabile che questi possano fare fronte al nuovo divieto di accesso».

Se torniamo indietro con gli anni, polemiche analoghe ci furono nel 2008 con l’introduzione dell’Ecopass della giunta Moratti e, ancora di più, con il varo dell’Area C, nel 2012, ad opera della giunta Pisapia. Tutto è digeribile, insomma. Basterà verificare puntualmente i reali benefici sulla qualità dell’aria, visto che il primo obiettivo dichiarato da Palazzo Marino è quello di migliorare l’ambiente.


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