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Milano
20. 04. 2021 11:52

Bosco di Rogoredo, una selva meno oscura

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Una delle battaglie più impegnative della città riguarda sicuramente il famigerato “bosco della droga” di Rogoredo. Chiunque abiti o frequenti il quartiere nell’ultimo anno ha sentito e sente molto di frequente le pale degli elicotteri di Polizia e Carabinieri a supporto dei blitz quasi settimanali delle forze dell’ordine. E’ stata condotta una lotta senza esclusione di colpi allo spaccio, ma al tempo stesso si è messo in moto un progetto di recupero ambientale affidato a Italia Nostra. Un percorso che ha portato a risanare 30 dei 35 ettari del bosco e ultimamente è stata realizzata anche una pista per mountain bike. Mancano 5 ettari da risanare, “l’ultima spallata” alla criminalità si è detto. Per contribuire a farlo servirebbe un piccolo sforzo: creare un presidio fisso della Polizia ferroviaria nella Stazione di Rogoredo. Sarebbe assurda una mancanza di tale presidio anche in una situazione di normalità (ci sono stazioni meno importanti che hanno una presenza fissa della Polizia), è grave questa assenza in un contesto in cui è in corso una vera e propria battaglia di legalità, che non possiamo permetterci di perdere. Per il quartiere, per un parco che deve essere rimesso a disposizione di tutti, e per le tante viaggiatrici e i tanti viaggiatori che hanno il diritto a non aver paura mentre aspettano il treno, o che vogliono tornare a casa in tranquillità dopo un viaggio. La selva può essere meno oscura, ognuno deve fare la sua parte: un aiuto dal Ministro dell’Interno (milanese doc) sarà gradito da tutti.

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