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Milano
19. 01. 2022 17:53

Elezioni, vincerà come sempre la governabilità

Comunque vadano le elezioni Milano avrà bisogno di una visione. Ci troviamo probabilmente all'inizio di una nuova stagione creativa per la città: non perdiamo questa occasione

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Destra, sinistra, centro. Martedì prossimo, con in mano i risultati del primo turno delle elezioni amministrative, cominceremo a contare i commenti di vincitori, vinti, presunti vincitori, presunti vinti.

Elezioni, qualunque sia il vincitore serve stabilità

Vittorie, pareggi, sconfitte: nessuno si prenderà sino in fondo la responsabilità degli errori commessi in campagna elettorale. Sembra la trama di un film già visto, che quest’anno assume, però, un significato meno importante rispetto ad altre tornate. Perché?

Perché al Governo abbiamo l’italiano migliore possibile nel mondo più importante della nostra storia recente. Vincere o perdere una città o una Regione non sposterà gli equilibri dell’Esecutivo di Mario Draghi, chiamato com’è a rispondere a tre semplici obiettivi: portare l’Italia fuori dalla pandemia, riformare il Paese, spendere bene i fondi in arrivo dall’Europa. Il premier va avanti per la sua strada. E lo farà a prescindere dai risultati di Milano, Roma, Torino, Napoli. Quello – diciamolo – è affare dei partiti. Di conseguenza, serve stabilità per cavalcare l’onda lunga di una ripresa che, in base a tutti gli indicatori, è già nei fatti.

Una visione per Milano

E Milano? Per la città serve una visione. Francamente se ne sono sentite davvero poche in questa anomala campagna elettorale. C’è chi voterà per la continuità di una giunta che ha lavorato negli ultimi cinque anni, praticamente in prosecuzione con il precedente lustro, nel tentativo di traghettare Milano verso le Olimpiadi 2026.

C’è una parte di città che opterà per il cambiamento, probabilmente più sull’onda di un “contro” qualcuno che per convinzione di un “pro”. Scommetterei che i milanesi aderiranno ai partiti che oggi offrono maggiori garanzie di continuità con il Governo nazionale, a prescindere dai candidati sindaci che sostengono.

Milano continuerà a muoversi grazie alla creatività dei suoi cittadini. Tema molto caro, approfondito nell’ultimo numero di MilanoVibra in edicola da ieri. Già, perché la creatività è quel che ha da sempre animato il capoluogo lombardo.

Da quella “da bere” degli anni ’80, finita poi sotto lo scalpello di Mani Pulite, a quella della stagione di “Rinascimento” alla fine degli anni ’90 dove poi sono nati sulla carta i progetti urbanistici che oggi disegnano lo skyline della città. Idee nate sotto giunte di una parte politica, magari modificate e migliorate dal governo di un altro colore.

Pensiamo, ad esempio, alla grande area di Garibaldi-Repubblica: doveva essere la sede della “Città della moda” con uno sviluppo in verticale e tanto verde, è diventata il fulcro di una nuova Milano, sempre con i grattacieli ma con un altro concetto di funzioni, residenze e servizi. Merito della politica? No, merito della creatività di chi, tra governanti, privati, architetti e investitori, ha compreso che quello che vediamo oggi potesse essere il destino migliore per un’area da riqualificare profondamente.

 Il bello è che questo esercizio creativo nei prossimi anni lo vedremo esploso in tutti i quartieri della città: dalla sfida del recupero degli ex scali ferroviari alla rigenerazione dell’ex Macello, dal nuovo piazzale Loreto ai grandi parchi sui gasometri della Bovisa.

Ci troviamo alla vigilia di una nuova esplosione creativa già iniziata sulla carta, con un piede fuori dalla pandemia, con la giusta attenzione e un rinnovato senso di responsabilità. Tra qualche anno, quando passeggeremo tra le strade del nuovo “Villaggio Olimpico” o sotto il “Bosco Orizzontale” di San Cristoforo, ci renderemo conto di vivere in una città che nemmeno in questo anno e mezzo così duro e inimmaginabile abbiamo perso tempo. L’orologio della creatività non ha mai smesso di scandire secondi e minuti.

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