23.9 C
Milano
29. 06. 2022 12:35

Garage Italia è stata venduta: senza visione perderemo sempre pezzi del Made in Italy (e made in Milan)

Lo scontro tra Lapo Elkann e i soci svizzeri, la mancanza di strategia e l'Italia che si lecca, ancora una volta, le ferite

Più letti

La notizia è che Garage Italia è stata venduta, ma dietro si cela un avvenimento ancora più importante, visto che Milano e l’Italia sono riusciti a perdere un altro pezzo del Made in Italy. Il titolare dell’azienda che ha la sua sede in viale Certosa a Milano, Lapo Elkann, ha deciso di cedere il 30% della stessa per tre milioni di franchi svizzeri, con un’opzione per la vendita del restante 70% per otto milioni di franchi. 

Garage Italia è stata venduta, scelta scellerata?

Alla base di questa decisione, come spesso accade, idee contrastanti tra i membri del Consiglio di Amministrazione o, in generale, di chi prende le decisioni. Gli attuali partecipanti al CdA di Garage Italia Customs, Izabela Depczyk e Massimiliano Iuliano, si sono dimessi e la prossima assemblea li sostituirà con Aston Fallen e Thomas Garrahan, come spesso accade quando è presente un passaggio di consegne e una cessione d’azienda. Ma rimane da chiedersi perché Lapo Elkann abbia deciso di cedere una sua creatura, un suo prodotto nato dall’estro di un italiano e che dell’Italia ha sempre fatto bella vista.

I perché Lapo Elkann ha venduto Garage Italia

Garage Italia è stata venduta, sostanzialmente, per mancanza di visione strategica comune tra le parti. Lapo Elkann, fondatore dell’azienda, era portatore dell’idea di una visione strategica e industriale con la creazione di valore di lungo periodo; visione che si è scontrata con un approccio invece molto più finanziario a breve termine dei soci. Tradotto: Elkann sarebbe anche stato disposto ad aspettare anni e investire per poi capitalizzare, mentre i soci volevano monetizzare subito. 

L’elettrificazione dell’auto, altro terreno di scontro

Un altro terreno di scontro è stato l’attività di elettrificazione delle auto, che Lapo già da alcuni anni aveva iniziato, che non incontrava i favori dei soci svizzeri. Di certo rimane un alone di tristezza per la vendita di un altro brand italiano a compagnie straniere: la storia recente ci ha già raccontato di quanto accaduto con Pernigotti, Fiorucci, Loro Piana, Magneti Marelli, Motta, Galbani, Locatelli e via discorrendo. Ci piacerebbe tanto, un giorno, vedere invece un’azienda italiana acquistare un colosso straniero.

L’impossibilità di voler monetizzare subito

Di certo, però, se l’obiettivo è solo ed esclusivamente monetizzare subito tutto questo appare alquanto difficile. Come si può non essere d’accordo, in un periodo storico come questo, con l’elettrificazione dell’auto? Perché bisogna sempre e solo esclusivamente pensare al profitto nel breve termine e non, magari, puntare alla creazione di qualcosa di nuovo? Se Elon Musk avesse pensato solo al denaro, molto probabilmente oggi non esisterebbero PayPal e Tesla. Che, invece, sono entrate prepotentemente a gamba tesa nella vita di tutti i giorni.

spot_img

In breve

Milano, al Giambellino arrivano i lampioni smart contro rifiuti e soste irregolari

Una nuova ed impensabile nuova arma per contrastare i furbetti dei rifiuti: a Milano, per la precisione al Giambellino,...