Giochi 2026: e siamo in pole position

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Ora è ufficiale: Milano e Cortina saranno candidate insieme a ospitare i Giochi 2026. Una coppia che parte all’insegna del «sole, whisky e sei in pole position» direbbe il Dogui (l’indimenticabile Guido Nicheli), interprete del perfetto bauscia in Vacanze di Natale. Milano, Cortina, ci fosse stato spazio anche per Santa Margherita sarebbe stata la quintessenza dell’essere meneghino. Un sapore di anni ’80 se vogliamo, ma scherzi a parte Milano e Cortina sono complementari per un’Olimpiade moderna, votata al futuro ma rispettosa delle grandi tradizioni sportive: Cortina con le sue piste mitiche per lo sci alpino e non solo (chissà cosa ci inventeremo sul lago di Misurina), Milano con il suo nome, le sue strutture e la sua capacità di accogliere il mondo (e chissà cosa ci inventeremo sulla montagnetta di San Siro). Vincere rappresenterebbe il miglior pass anche per alcuni nodi urbanistici, a partire dallo Scalo Romana già individuato come sede del Villaggio olimpico; si potrà pensare a un moderno palazzetto dello sport, che in città manca, oltre a tante altre misure che miglioreranno l’aspetto della città. Infine è un’occasione per far vedere che la politica serve ancora: tutti insieme, senza guardare alle divisioni (che pure sono essenziali), verso l’obiettivo che consacrerebbe definitivamente la nostra città. «Fai ballare l’occhio sul tic: Via della Spiga-Hotel Cristallo di Cortina 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing»: era una delle battute più celebri del Dogui, fosse ancora vivo sarebbe il miglior testimonial possibile di questa ennesima sfida di Milano.

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