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22. 05. 2022 19:37

Al Mudec il “Montanelli rivisitato” di Cristina Donati Meyer. Quando l’arte fa discutere

Il "Montanelli rivisitato" di Cristina Donati Meyer fa il suo debutto al Mudec. Sarà un'occasione per nuove polemiche o per apprezzare l'arte in quanto tale?

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Al Museo delle Culture di Milano è stata appena inaugurata l’esposizione permanente “Milano globale. Il mondo visto da qui”. Tra le opere presenti non mancherà certo di far discutere il “Montanelli rivisitato”, opera dell’ “artivista” Cristina Donati Meyer.

Un “Montanelli rivisitato” per guardare da un’altra prospettiva

L’opera di Cristina Donati Meyer non è certamente un’esclusiva. Mi spiego meglio. Dobbiamo portare le lancette indietro all’estate del 2020 quando sull’onda del movimento “Black lives matter”, fece scalpore l’imbrattamento della statua di Indro Montanelli da parte di un collettivo studentesco. Pochi giorni più tardi, Cristina Donati Meyer, eludendo la sorveglianza della Polizia, si introdusse nei giardini di via Palestro per poggiare sulle gambe del fondatore de “Il Giornale” il fantoccio di una bambina eritrea, simbolo della moglie-bambina avuta in dote durante il periodo passato in Etiopia. Intitolò quella performance “Il vecchio e la bambina”.

«Non occorreva colorare la statua, era sufficiente aggiungere, sulle ginocchia del vecchio, la bambina eritrea di 12 anni della quale abusò da soldato colonialista», affermo l’artista senza mezzi termini all’epoca. Oggi, il “Montanelli rivisitato” che riproduce la medesima scena vista più di un anno fa, fa il suo debutto al Mudec.

Nuovamente forse si alzerà un coro di protesta da parte di chi taccerà Donati Meyer di aver infangato la memoria di quello che per molti è stato e sempre sarà il “principe del giornalismo”. Non entrando nel merito della questione, però non mi posso esimere dal sottolineare la potenza della sua opera: l’arte torna a far discutere, a far riflettere, a far incazzare e soprattutto a farci sentire vivi. Una vitalità che nasce dal prendere posizione e guardare con senso critico il passato, il presente e – perché no – anche il futuro.

 

 

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