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Milano
21. 09. 2021 15:16

Muoviti, muoviti!

Il lockdown ha ridisegnato i confini della mobilità. La strada intrapresa sembra sempre più di colore "green", ma con il lento ritorno alla normalità sarà possibile giungere ad un compromesso tra i sostenitori della mobilità dolce ed i suoi strenui oppositori?

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La mobilità nelle grandi metropoli sarà un tema centrale dei prossimi mesi/anni, caratterizzati da un post-pandemia dagli esiti e dai tempi ancora molto incerti.

Già in queste settimane, per esempio, si può notare a occhio nudo come sia cresciuto in modo esponenziale (termine in questo caso che va accolto in modo positivo) il numero delle persone che utilizzano la bicicletta per spostarsi a Milano. Non è una questione ideologica, è uno stato di necessità: non possiamo infatti pensare che la soluzione sia un uso massiccio e indiscriminato dell’auto privata.

Al tempo stesso, però, servirà pensare a soluzioni per i tantissimi pendolari che non possono pedalare 20 se non 40 km al giorno (o pure di più) per raggiungere la città ogni giorno. Sapendo che già in passato il servizio dei treni per i “city users” non brillasse per spaziosità, comfort e puntualità, sarà inevitabile pensare a grandi hub di interscambio alle porte di Milano per gli automobilisti in ingresso, in cui si incrocino le diverse esigenze, gestiti in modo efficace attraverso i supporti tecnologici che su questo versante si stanno sviluppando.

Più di tutto però servirà il comportamento. Sono nate e nasceranno sempre più piste ciclabili in città, così come per molti l’auto o il furgone resterà un mezzo essenziale e non sostituibile di lavoro. Pensare che non ci si possa venire incontro e invece immaginare nuove guerre di religione tra sostenitori delle due ruote contro quelli delle auto non è certo una soluzione auspicabile.

Hanno torto sia quelli che inneggiano a una città senza auto, sia quanti si schierano contro ogni intervento a favore di una mobilità più “dolce”. In questo, un primo passo potrebbe essere quello della velocità. Bisognerà accettare di ridurre i limiti in molte vie di Milano, non sulla base di una minaccia di multe o con l’imposizione legislativa, ma semplicemente per una questione di buon senso.

Abbiamo capito, in questi due mesi, che le cose si possono fare senza la fretta di prima. Ci si può incontrare a metà strada, e forse qualcuno capirà che proprio modificando alcune piccole cose sarà molto più veloce muoversi in città.

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