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03. 03. 2021 18:50

A Milano arriva la “Cloud Kitchen”. Di che cosa si tratta?

A Milano nasce il coworking della ristorazione

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Con la pandemia si sono diffuse le cosiddette dark kitchen o ghost kitchen, ovvero dei ristroranti senza sala creati esclusivamente per il delivery. Il passo successivo si chiama invece cloud kitchen ed è pronta a sbarcare proprio a Milano. Di cosa si tratta?

Il coworking della ristorazione. A portare la cloud kitchen nel capoluogo meneghino ci ha pensato Kuiri, una start-up italiana che offre servizi di kitchen sharing, e che dopo aver aperto una sede in zona Solari, si appresta ad inaugurare un laboratorio in via Melchiorre Gioia. In pratica stiamo parlando di un coworking nel quale al posto delle scrivanie si trovano delle cucine.

Il locale sarà grande 400 metri quadrati ed ospiterà 8 smart kitchen, le quali potranno ospitare due persone a postazione. Ogni cucina comprende una zona per il lavaggio e per lo stoccaggio, , ma anche un servizio di pulizie delle zone comuni, un servizio di sorveglianza, nonché un servizio di assistenza per l’utilizzo del software gestionale.

Questi spazi possono essere affittati da qualunque “ristorante fantasma” per offrire i propri prodotti in delivery o d’asporto. Inoltre le cucine sono a vista rendendo lo spazio più funzionale al rapporto di trasparenza con il cliente. Il primo laboratorio lanciato lo scorso ottobre ha già avuto centinaia di richieste. I nuovi spazi saranno disponibili dal mese di aprile.

«Ci piacerebbe coinvolgere qualche top brand sul mercato – ha dichiarato il CEO di Kuiri Paolo Colapietro – e lasciare una piccola parte degli spazi a brand più sperimentali. Durante la pandemia le persone si sono digitalizzate, il consumatore ha preso confidenza e fiducia nel delivery e molti ristoratori sono stati costretti ad investire in questo campo. Motivo per cui siamo sicuri di approdare presto nelle principali città italiane e, più avanti, anche europee».

In breve

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