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22. 06. 2021 00:51

Milano, gli studenti si preparano ad una nuova maturità ai tempi del Covid (e c’è chi torna in Dad)

19mila studenti milanesi verso l’Esame di Stato del 16 giugno: le strategie degli istituti

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Conto alla rovescia verso la Maturità. Per i 19mila studenti milanesi di quinta manca meno di un mese all’ultima notte prima degli esami: il primo giorno del “maxi-orale” è previsto il 16 giugno.

Dal punto di vista organizzativo sarà una prova fotocopia rispetto a quella dell’anno scorso: perché cambiare dato la prima Maturità in epoca di pandemia andò tutto liscio? Dopo mesi passati a seguire le lezioni davanti a uno schermo, anche gli studenti di quinta sono tornati in presenza a partire dal 26 aprile.

La maggior parte dei maturandi sta frequentando le aule tutti i giorni, perché nel dover garantire la capienza al 70% in ogni singolo istituto, la gran parte dei presidi ha deciso di favorire soprattutto loro.

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I contagi sono in calo ovunque, anche nelle scuole. Per permettere lo svolgimento regolare della prova “simbolo” dell’entrata nell’età adulta, alcuni dirigenti hanno però pensato di tenere a casa in Dad i ragazzi di quinta dai primi di giugno: in questo modo, nel caso si verificasse un caso di contagio, i compagni del positivo potrebbero terminare la quarantena proprio il giorno prima della prova orale, e il calendario dell’esame non cambierebbe. Hanno scelto questa soluzione ad esempio i licei Volta, Vittorio Veneto e Cremona.

Altre scuole non vogliono privare gli studenti, già reduci da quasi un anno intero di Dad, almeno di quegli ultimi giorni da vivere insieme ai loro amici. E’ il caso, fra gli altri, del Bottoni, del Brera, del Frisi, del Virgilio, dell’Einstein, del Boccioni, del Manzoni e del Parini.

Maturità, la parola agli insegnanti

Squillace (Volta): «La quarantena ci spaventa»

Domenico Squillace, preside del liceo scientifico Volta, ha deciso di tenere a casa gli studenti a partire dal 3 giugno.

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Come mai ha preso questa decisione?
«Premesso che sono due settimane che non abbiamo contagi, ed è la prima volta che accade da ottobre, non possiamo essere sicuri che continui così fino alla fine. Se dovessimo avere dei casi di positività entro i primi giorni di giugno, la classe che andrà in quarantena farà in tempo a sostenere l’esame in presenza a partire dal 16. Se invece andassero fino all’8, l’eventuale quarantena farebbe saltare il calendario degli orari. In quella settimana permetteremo invece ai ragazzi di prima di provare l’ebbrezza di venire a scuola ogni mattina».

Cosa pensa dei tamponi salivari da utilizzare nelle scuole?
«L’obiettivo è iniziare a utilizzarli a settembre, settimanalmente, su grossi campioni. Se si riuscisse a coprire il 10% degli studenti a settimana, sarebbe già significativo».

Come si svolgerà la Maturità?
«Come l’anno scorso. Gli scritti secondo me si potevano fare, ma ci adeguiamo alla scelta ministeriale».

In questo momento come siete organizzati?
«Un giorno facciamo venire in presenza 22 classi e un giorno le altre 23. Le quinte vengono tutti i giorni, mentre le altre classi si alternano. La didattica in presenza è una cosa, quella a distanza è un’altra, con i suoi limiti, ma si può fare. Quella che non funziona, e che non riproporremo più, è la didattica mista: 20 alunni in presenza e 5 a casa».

Gli studenti come hanno vissuto il rientro in presenza?
«Sono tornati con gioia. L’aspetto più importante della scuola è il rapporto fra pari. Essere stati privati di questa cosa li ha penalizzati».

Hanno dovuto affrontare più verifiche?
«Sì, d’altronde i ragazzi sono stati sotto pressione in questo periodo dell’anno, da sempre. Abbiamo cercato di ridurre questo carico prevedendo un numero minore di voti rispetto a un anno normale. Il Ministero inoltre ha stabilito che i voti dati a distanza valgono come quelli dati in presenza».

Mezzatesta (Bottoni): «I ragazzi studiano comunque in gruppo»

Giovanna Mezzatesta, preside dello scientifico Bottoni, farà andare i maturandi fino all’ultimo giorno di scuola, l’8 giugno.

Perché non tenete in Dad gli studenti di quinta nell’ultima settimana di scuola?
«Non ne capisco il senso. Non è che in questo modo sono esenti dal contagio, anzi, scherzando, ho detto che sarebbe stato più sicuro tenerli a scuola 24 ore su 24. Come accade sempre prima della Maturità, i ragazzi andranno a casa di qualcuno in 3 o 4 a studiare, cosa che è più pericolosa che stare a scuola con i dovuti accorgimenti».

Se risultasse un positivo, la classe finirà in quarantena…
«Se si presenterà, affronteremo il problema al momento. Poi c’è differenza fra scuola e scuola: noi abbiamo solo quattro quinte e quindi la cosa è più controllabile rispetto ad altri istituti più grandi».

Nel Lazio si sta pensando di somministrare il vaccino ai maturandi. Cosa ne pensa?
«Magari li vaccinano con una dose, ma quando? A ridosso della Maturità? Non capisco questa idea».

Come vi siete organizzati per il rientro in presenza?
«Facciamo ruotare solo le prime e le seconde, gli altri studenti vengono tutti i giorni».

Com’è la situazione dei contagi?
«Dopo il 26 aprile solo una classe è stata messa in quarantena, ma in questi giorni rientrano tutti».

Come stanno procedendo le vaccinazioni degli insegnanti?
«Tutti hanno ricevuto la prima dose, ma il richiamo avverrà tra il 31 maggio e il primo giugno, perché è stato scelto di accorpare tutte le vaccinazioni dei docenti di una stessa scuola. L’1 sospenderò le attività scolastiche perché altrimenti sarebbero stati presenti solo cinque docenti, che avendo fatto il vaccino Pfizer hanno già ricevuto la seconda dose».

E gli studenti cosa pensano?

Giulia Ventura: «Scelta condivisibile»

Giulia Ventura frequenta la quinta al Volta. L’anno prossimo studierà ingegneria al Politecnico, dove è stata ammessa facendo il test d’ingresso già in quarta.

Cosa ne pensi del fatto che tornerete in Dad nell’ultima settimana di scuola?
«Mettendomi nei panni del collegio docenti e del preside lo capisco. Questa scelta non è fatta per preservarci dai contagi, perché nessuno di noi si chiuderà in casa in quella settimana, ma per evitare che l’intera classe finisca in quarantena proprio nei giorni degli orali. Allo stesso tempo, avendo perso quasi un anno di lezioni in classe, mi dispiace perché mi sento privata anche dell’ultimo giorno di scuola insieme ai miei compagni, un’esperienza che credo sarebbe stata indimenticabile: è difficile da accettare».

Come è stato tornare in presenza tutti i giorni?
«Sono contenta, anche se non ero più abituata a svegliarmi presto e a seguire tutte le ore di scuola. Sembra strano, anche se quella era la vita che facevamo fino a febbraio dell’anno scorso. Anche se mi sento stanca, non voglio perdere un giorno in più».

Ti senti preparata per la Maturità?
«Fin dalla quarta i professori ci hanno insegnato a trattare argomenti interdisciplinari, preparandoci quindi all’orale della Maturità. I programmi di matematica e fisica li abbiamo finiti già a metà a aprile e quindi, tolta qualche verifica e interrogazione, abbiamo tante ore da dedicare alla preparazione del testo elaborato, che va consegnato entro fine maggio».

Non fare la prova scritta ti pesa o ti avvantaggia?
«Con gli scritti avremmo risparmiato molto più tempo, che stiamo utilizzando per preparare l’elaborato. Però il fatto di avere solo l’orale rende tutto meno stressante, perché l’esame si concentrerà in un solo giorno».

La Dad ha cambiato il tuo rapporto con i compagni?
«In questo anno molti di noi si sono isolati, si sono formati gruppi più piccoli e la classe ora è meno unita. Non mancherà però il classico viaggio post-maturità con tutti i compagni in Grecia!».

Margherita Giogà: «Il problema sono i mezzi affollati»

Margherita Giogà frequenta l’indirizzo di lingue al Virgilio e per l’anno prossimo vorrebbe tentare di entrare in un’accademia di teatro o studiare scienze internazionali.

Come è andato il rientro? Tornerete in Dad nell’ultima settimana?
«Molto bene. Le prime e le quinte dal 26 aprile hanno ripreso ad andare tutti i giorni, tutta la classe in presenza, mentre le altre classi vanno al 50%. Ci sentiamo tutelati perché ogni mattina ci misurano la temperatura. Anche nell’ultima settimana credo proprio che saremo a scuola».

Sui mezzi di trasporti è cambiato qualcosa?
«No. Continuano a essere affollati, soprattutto per il triennio, che deve entrare con il turno delle 8.00».

Al rientro vi hanno dato da fare molte verifiche?
«Sì. Il preside aveva chiesto ai professori di non esagerare, ma non è stato molto ascoltato. In questo modo non è facile dedicarsi anche alla stesura dell’elaborato da presentare all’esame».

Come vivi la preparazione alla Maturità?
«Mi sento molto penalizzata dall’assenza della prova scritta, perché mi piace scrivere i temi, ma capisco che bisogna adeguarsi alla situazione. Per fortuna abbiamo i tutor che ci stanno aiutando: i commissari interni della Maturità seguono cinque studenti ciascuno e per noi sono punti di riferimento importanti».

Da rappresentante di istituto come vedi i tuoi coetanei in questo periodo?
«Ci sentiamo molto penalizzati. Mi sento di contraddire le persone che ritengono noi giovani come i maggiori responsabili dei contagi. In realtà credo che siamo molto attenti e ci manca molto la socialità sia a scuola che nella vita quotidiana. Dobbiamo comunque accettare questo momento, cercando di viverlo al meglio».

 

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