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Mentre ancora si discute e si battaglia attorno all’inquadramento contrattuale e alla necessità di diritti e tutele dei rider, divenuti l’emblema della gig economy, sbarca anche in Italia, a Roma e Milano, un progetto molto interessante che li vede protagonisti: LifeCycle è il nome di un’iniziativa promossa a livello globale da Deliveroo, la piattaforma inglese leader nell’online food delivery, e realizzata nel nostro Paese con la Croce rossa italiana, che prevede mini corsi gratuiti di formazione in tecniche di primo soccorso per i fattorini, in modo che sappiano affrontare eventuali emergenze in cui, girando per le strade, dovessero imbattersi.

Alla base i risultati positivi di un’esperienza nel Regno Unito, partita dopo che, a inizio 2018, una ricerca commissionata dalla British red cross aveva evidenziato come appena il 5% degli adulti avesse le competenze necessarie per il primo soccorso. Dati piuttosto inquietanti perché, ormai è noto, la somma di defibrillatori semiautomatici e cittadini informati sulle manovre Blsd può, per esempio, salvare delle vite in caso di arresto cardiaco, dove è fondamentale intervenire nei primi istanti, in attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

In Italia mancano numeri ufficiali sulla confidenza con le pratiche di primo soccorso: sono sempre più numerosi, comunque, i Dae nelle città e si diffondono corsi e lezioni, molti gratuiti, per insegnare ad adulti e bambini a gestire le emergenze.

Iniziativa encomiabile, quella di Deliveroo, anche se non mancano pareri contrastanti. Deliverance Milano, il sindacato sociale autonomo autorganizzato di precari e fattorini del delivery food, sottolinea che «i corsi sono a numero chiuso e su base volontaria. Al momento non tutti i lavoratori, neanche a Roma e Milano, hanno avuto la possibilità di parteciparvi».

Poi l’affondo: «Apparentemente quella che potrebbe essere una lodevole iniziativa da parte dell’azienda cela, in realtà, un trucco. Per quale ragione un fattorino di Milano ha il diritto di usufruire di questo servizio e un collega di Verona no? Va bene, poi, fare formazione, ma dove sono i diritti dei lavoratori? Com’è che in questo corso non si spiega per filo e per segno come utilizzare la polizza assicurativa della società, che da mesi si vanta di essere una delle compagnie a offrire maggiori tutele ai suoi dipendenti, salvo poi non fornire tutte le informazioni o assistenza adeguata a chi vuole ricorrere al welfare aziendale?».


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