#Milanochelegge: da Nerdopoli a Fedeltà

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A cura di Eleonora Caruso, Nerdopoli. Espressioni di una comunità in evoluzione, Effequ (174 pagine, 14 euro)

«Nerd is the new sexy» e da qualche anno a questa parte siamo tutti d’accordo con questa affermazione: nella visione collettiva il nerd ha smesso di essere il ragazzo smagrito e con gli occhialoni e, come in una sorta di “rivincita”, essere nerd oggi vuol dire avere delle competenze super specifiche non più su cose bollate come “da sfigati”, ma entrate di diritto a far parte della cultura pop. Eleonora Caruso, in questa raccolta, ha riunito alcune delle “penne nerd” più interessanti degli ultimi dieci anni, esperti di serie TV, videogiochi, giochi di ruolo, fumetti.

Kabi Nagata, La mia prima volta. My lesbian experience with loneliness, J-POP (142 pagine, 10 euro)

Non lasciatevi ingannare dal titolo: questo fumetto, nato come webcomic, è un diario, il racconto in prima persona di una ragazza ancora in cerca della sua identità, dopo un periodo di depressione e disordini alimentari. Da dove partire se non dalla ricerca della propria identità sessuale? Decidendo di prendere in mano le proprie paure con la speranza di imparare a conoscersi, la protagonista si affiderà a una escort.

Marco Missiroli, Fedeltà, Einaudi (232 pagine, 19 euro)

A quattro anni da Atti osceni in luogo privato, Marco Missiroli torna con un romanzo corale dal titolo più che mai diretto: cosa vuol dire essere fedeli? Quanti tipi di fedeltà esistono? Quella in amore, verso un ideale o un sentimento… E tradire può essere, in fondo, un segno di coerenza con se stessi? Sono le domande che attraversano questa storia, quella di Carlo e Margherita, giovane coppia sposata che un giorno si ritrova tra le braccia rispettivamente di Sofia e Andrea. E poi Anna, la (saggia) madre di Margherita, e soprattutto Milano, raccontata tracciando una geografia sentimentale dello stesso autore.

Marshall McLuhan, Eric McLuhan, Le tetradi perdute di Marshall McLuhan, Il Saggiatore (283 pagine, 23 pagine)

Gli appassionati di sociologia della comunicazione e dei media, che fanno fatto di Marshall McLuhan il proprio nume tutelare, non potranno fare a meno di questo volume, ottimamente tradotto da Fabio Deotto, sorta di prosieguo ideale di Gli strumenti del comunicare. Attraverso un nuovo strumento di analisi teorica – le tetradi, appunto – Marshall e il figlio Eric dimostrano come sia possibile leggere e comprendere a fondo qualsiasi medium, ma anche concetti molto meno materiali.

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