Legambiente, parla Barbara Meggetto: «Con M4 cambierà tutto»

La presidente di Legambiente Lombardia spiega come il Covid-19 trasformerà i trasporti in città

M4
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L’impatto della M4 in città, il Covid-19 e la rivoluzione dei trasporti. Il quotidiano e il futuro della città si intrecciano nelle riflessioni di Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, che per Mi-Tomorrow prefigura quale potrà essere il nuovo assetto della mobilità urbana.

 

M4, parla Barbara Meggetto

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Presidente, quale sarà il ruolo della M4 in città?
«Avrà un impatto positivo nel contesto del trasporto pubblico».

E’ stato scelto il tragitto migliore?
«Di fronte a quest’opera ci sentiamo tutti ingegneri, io rilevo che è stata progettata in una città già infrastrutturata, di conseguenza era inevitabile che producesse disagi, come in Parco Solari e in tanti altri casi dove i commercianti si sono visti chiudere le strade».

Non si poteva progettare in modo diverso?
«E’ molto difficile pensare a una soluzione diversa. Ricordo l’ipotesi formulata dall’amministrazione Moratti che prevedeva un tunnel tutto interrato che passava per il centro che avrebbe collegato Linate con le autostrade: credo che la M4 porterà un beneficio ben maggiore di quello che avrebbe potuto dare un simile progetto. Poi si può dire che tutto può essere pensato diversamente, è certo che quella di M4 sarà sicuramente una bella sfida per Milano».

La sfida di oggi è la Fase 2, i milanesi la stanno affrontando con compostezza.
«E’ importante che non ci siano state situazioni di difficoltà nei trasporti, siamo tutti ancora molto spaventati: la paura di contrarre il virus è alta, le informazioni che circolano sono contradditorie, ci sono tante fake news».

La ripresa sarà più lenta del previsto?
«Ci vogliono le condizioni giuste per avviare la ripresa, oggi ci troviamo con Trenord che dice di non essere in grado di assicurare la sicurezza: dovrebbe mettere più treni perché ci sono 800 mila persone che lo utilizzano per arrivare a Milano».

Barbara Meggetto

L’insufficienza del trasporto pubblico potrebbe stimolare l’uso dei mezzi privati?
«Capisco che a tutti possa piacere muoversi liberamente ma se succede significa che stiamo ritornando al passato».

L’alternativa può essere la bicicletta?
«Penso a un mix di mezzi e di intermodalità, se arrivo con il treno in città devo potere prendere il bike sharing ma questo non sempre è possibile, alla stazione Garibaldi per esempio non ci sono le biciclette. Inoltre, devono esserci le ciclabili, abbiamo già sollecitato le associazioni per le ciclabili di emergenza».

I milanesi sono pronti per questo tipo di mobilità?
«Credo che siamo tutti disposti a sperimentare approcci diversi da quello che sinora è stato il nostro modo si spostarci».

Le ciclabili non sono apprezzate da tutti, basti vedere cosa sta succedendo in corso Buenos Aires.
«I commercianti sono convinti che la ciclabile danneggi il commercio, ma non è così: basta vedere cosa succede in altre città come Berlino o Barcellona: si tratta di sperimentare una nuova mobilità, con le auto che si muovono più lente e con un uso della biciclette diverso da quello molti gli attribuiscono».

A cosa allude?
«Al fatto che la bicicletta non va considerata come un hobby o un passatempo ma come un mezzo di trasporto».

Quanto il Covid-19 riuscirà a modificare il trasporto urbano?
«I trasporti sono un sistema rigido, difficile da cambiare, basti pensare a quello ferroviario. Bisogna ragionare di più, trovare il modo di effettuare sperimentazioni, trovare soluzioni è difficile ma vanno cercate».

Barbara Meggetto, dal 2015 alla guida di Legambiente

Barbara Meggetto è presidente di Legambiente Lombardia dal 2015. Classe 1967, ha sostituito Damiano Di Simine che ha ricoperto la carica per otto anni.

In precedenza ha ricoperto la carica di direttore di Legambiente Lombardia Onlus occupandosi in particolare della gestione della rete dei circoli lombardi e dell’organizzazione di eventi e campagne, tra cui la Goletta dei Laghi.

Legambiente è un’associazione ambientalista italiana erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e in tutto il mondo occidentale nella seconda metà degli anni Settanta.

Nata nel 1980 nell’ambito dell’ARCI, da cui si è successivamente resa autonoma, era conosciuta inizialmente come Lega per l’Ambiente, ma nel 1992, nel corso del IV Congresso nazionale tenutosi a Parma, ha modificato il nome in Legambiente per evitare confusione con altri movimenti.

M4: cantieri fermi 16 giorni, ora si corre

Il ritardo sui lavori della linea metro 4 di Milano è di 16 giorni, correlabile al fermo dal 22 marzo al 5 aprile, per l’emergenza coronavirus.

Un ritardo che, in quanto “fatto terzo”, darebbe diritto a un prolungamento dei tempi, ma per cui Salini Impregilo sta valutando un piano di recupero. Per i costi, riferiti soprattutto agli oneri sostenuti e da sostenere per le misure di contenimento previste dai protocolli sanitari, la valutazione sarà effettuata a cura del coordinatore della sicurezza.