Federica Cascia: «Milano è il mio mostro bello»

Federica Cascia
Federica Cascia

Federica Cascia: «Milano è il mio mostro bello»

Chi lo avrebbe mai detto che dietro alla Samsung di New York ci fosse una milanese d’adozione? Capelli rosa, energia a mille, stakanovista pura, Federica Cascia è un piccolo uragano di 42 anni che parla di digital marketing e innovazione con la freschezza di una nativa digitale. Con il numero 14 nel segno: il giorno del suo trasferimento a Milano, quello del trasferimento a New York e anche del suo matrimonio. «Ma non l’ho fatto apposta, giuro».

DICA 14 · Il percorso in giro per il mondo Federica lo inizia quasi 14 anni fa, quando lascia Moie. Il «mio paesello nelle Marche», come le piace definirlo, «anche se so che quando leggeranno che l’ho definito così mi detesteranno tutti», dice ridendo. Poi subito seria: «Le Marche sono parte di me. Tutte le generazioni passate della mia famiglia sono di Moie: genitori, nonni, bisnonni. Sono stata la prima a uscire».

CAPITALE · Il cambiamento arriva nel segno del marketing, sua grande passione assieme alla danza, e diventato la sua vita. Arriva grazie al supporto «del mio primo mentore: Marco Scandroglio». Che quando lavora con lei all’Arena, nelle Marche, le insegnatutto. E le suggerisce di trasferirsi a Milano, già allora capitale del marketing: «Marco mi ha fatto capire le sfumature della mia professione e che ruolo debba e possa ritagliarsi in un mondo che cambia».

GRIGIO, MA… · La data del trasferimento è il 14 novembre 2005. «Nel paesello, Milano era vista come una specie di mostro grigio», dice lei. «Io però, presa dall’entusiasmo, ricordo che guardavo rapita le linee della città, quando il treno si avvicinava alla stazione». Un mostro bello, insomma. «E con tanti tesori nascosti: ci vorrebbero vite per scoprirli tutti». Parte dei suoi otto anni milanesi Federica li trascorre in San Pellegrino, come responsabile marketing. Poi si trasferisce in Philips, dove gestisce un team di 14 persone: «Il miglior gruppo con cui abbia mai lavorato nella mia carriera».

PRIMO AMORE · Sarà proprio Philips ad aprirle le porte di New York. Una città «di cui mi ero già innamorata nel 2009 durante una breve parentesi per San Pellegrino». E in cui si trasferisce grazie al sostegno del suo secondo mentore e capo, Lucio Trocino: «Ero la prima in ufficio a spingere sui temi del digital e dell’innovazione a Milano, in anni in cui ancora non erano considerati priorità». Così «quando si aprì una posizione a New York, il mio ufficio candidò me e lui mi sostenne».

NYC · È il 14 marzo 2014 e dopo sette colloqui Federica si sposta di nuovo. In Philips, a New York. «Chiunque tu sia stato nella vita precedente, qui parti da zero. È una città incredibile dove puoi riscrivere una pagina bianca del tuo percorso, senza dimenticare le centinaia che hai raccolto prima». Pur non senza difficoltà: «Ci vivono milioni di persone, ma si parlano in pochi: qui ho capito però che l’ombelico del mondo non è un luogo. Sei tu e lo sono le tue esperienze».

DOMANI · Da quasi due anni, Federica è Marketing Strategist per Samsung. L’unica dell’ufficio a Meatpacking District senza un master USA «perché qui si può tutto, anche se è sempre complicato». E con lo sguardo rivolto al domani: «Come essere umani dobbiamo responsabilizzarci ed educarci ad utilizzare la tecnologia al meglio, per il nostro benessere: il digital è arte e scienza, ma va conosciuto». Una visione che supera New York e la lega al mondo. Anche quello da cui è partita: «La vecchiaia sogno di trascorrerla a Moie. Ma in Italia, per lavoro, tornerei solo a Milano».

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Esperta del… futuro

In Samsung dal dicembre 2016, Federica si occupa di marketing applicato ai settori Internet of Things e intelligenza artificiale ed è un’esperta di innovazione tecnologica. Tematiche a lei care già in Philips, dove è stata direttrice del dipartimento Marketing Strategy, Go To Market, Digital & Omnichannel di Philips HueConnected Lighting per il Nord America

Il blog

Federica sta anche per lanciare il suo blog, Comfort Zone Shake-Up (comfortzoneshakeup.com): «Uno spazio digitale pensato per offrire stimoli e spunti di riflessione per motivarci a migliorare le vita». Parla di crescita personale e del fondamentale ruolo della tecnologia «usando una metafora, quella della zona di comfort, in una versione rivisitata. Mi piace ragionare su come espanderla»

Dove ci siamo incontrati

Al bar/ristorante The Chester, tra Chelsea e Greenwich Village a Manhattan, nel cuore del Meatpacking District

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