L’avvocatessa milanese che ti salva a NYC

A New York, è “l’avvocatessa che salva gli italiani dai guai”. Avete presente, come nei film, il forestiero dietro le sbarre al commissariato di polizia che chiama il legale capace di far valere i suoi diritti in un Paese che non conosce? Ecco, è un po’ così. Ma Germana Giordano, avvocatessa penalista di 45 anni, dal 1998 a New York, non è una semplice legale salvavita. È una ragazza con la passione per le lingue, metà barese e metà di adozione milanese, diventata donna di successo nella Grande Mela.

DALLA PUGLIA • Dal suo studio su Park Avenue, si vede l’Empire State Building. Mentre prendiamo un caffè, Giordano ci parla del suo passato con un sorriso. Un percorso di vita nel segno della giurisprudenza. Prima involontariamente: «L’avvocatura è nel sangue della mia famiglia, ma era anche il lavoro che volevo evitare più di tutti». Poi consapevolmente: «Mi stavo per trasferire alla Sorbonne di Parigi, ero stata presa, ma diedi lo stesso il primo esame di Giurisprudenza a Bari, dove mi ero iscritta perché me lo chiese mio papà. Presi 30 al primo esame di Diritto Privato. E mi dissi che forse aveva ragione lui».

A MILANO • Metà della sua famiglia è di Milano, compresi cugini avvocati e notai, così come alcuni suoi clienti di oggi: «Sia da piccola che da universitaria andavo spesso a trovare i miei parenti: ho sempre visto Milano come una città così dinamica». Una «capitale europea diversa» che non ha dimenticato il suo «volto agricolo» rispetto alle altre grandi del mondo: «Frequentai per un periodo, quando ero universitaria, un ragazzo di Lacchiarella: in quel periodo ho vissuto anche la realtà di paese vicino alla grande Milano, che in genere nessuno vede».

USA, USA! • L’amore con gli Stati Uniti sboccia alla fine dell’università. Germana lavora su una tesi in procedura penale comparata e vive per qualche mese tra Bari, Milano e Los Angeles. «Ma il vero amore per me è sempre stato qui», fa un cenno indicando terra. «A New York». Dove si trasferisce nel 1998. Prima frequenta un master. Poi inizia a lavorare per vari studi legali, negli ambiti di diritto dell’immagine e di diritto assicurativo: «Mai come penalista però, pur essendo la mia passione: è veramente difficile a New York, se vieni da fuori».

GAVETTA • Eppure Germana ci riesce: «L’occasione arrivò nel 2005, nello studio per cui lavoro oggi: incontrai Don Savatta, avvocato di cui sono socia, in una delle mie esperienza lavorative precedenti e rimasi in contatto con lui». Savatta le chiede, per entrare nello studio, di fare prima un’esperienza in una no-profit per crescere: «Tornai, a più di trent’anni, a fare gavetta». Al Neighborhood Defender Services, ad Harlem: «Lavorai gratuitamente 4 giorni a settimana, per un anno, come penalista lì: è il centro di riferimento del quartiere per dare supporto legale a chi non se lo può permettere. È stata l’esperienza formativa più importante della mia vita».

E DOMANI? • Tredici anni dopo, Germana lavora ancora con lo studio Don Savatta. È l’unica italiana nella Grande Mela a svolgere la professione di avvocato penalista. E difende gli italiani che si trovano nei guai in America. Ma in Italia tornerebbe? «Mi manca la mia famiglia e sono legata a Milano: ci capito per lavoro più di un paio di volte all’anno». A New York, però, c’è il suo cuore: «Amo la magia di questa città, ogni giorno come se fosse il primo: mi sembra di essere su un set di un film da quasi vent’anni, non la lascerei per nulla al mondo».

DOVE CI SIAMO INCONTRATI
Nel suo ufficio all’interno dello studio Don Savatta, su Park Avenue, nel cuore di Midtown Manhattan.

IL SUO RICORDO DELL’11 SETTEMBRE
«Mi ero appena svegliata, vivevo con delle mie amiche in un appartamento non troppo lontano dalle Torri. All’inizio pensai, pensammo, che si trattasse di un incendio. Poi sentimmo il secondo boato. Poi ancora, la prima torre cadere. E capimmo». Il suo ricordo più vivido è un aneddoto che riguarda una donna di origini indiane: «La incrociavo sempre in metropolitana, è una di quelle persone che ritrovi ogni giorno perché hai i suoi stessi orari. Quando ritrovai il suo volto tra i dispersi, provai un brivido profondissimo sulla schiena. Non la rividi mai più».

1998
È l’anno in cui Germana si trasferisce a New York. Prima come studentessa, frequentando un master in proprietà intellettuale alla Benjamin N. Cardozo School of Law, poi come avvocato. Oggi è sposata e vive ad Harlem, New York.