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25. 01. 2022 18:58

Aria Expo 2015: la (lenta) rinascita dopo sei anni di silenzio

A sei anni di distanza, cos’è cambiato e cosa è stato fatto

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Una zona immensa, l’Aria Expo 2015, rimasta per anni ferma immobile che ora si cerca di recuperare. C’è da chiedersi se non si sia perso del tempo inutile, visto che forse sarebbe stato utile pianificare già alla sua nascita un eventuale utilizzo futuro dello spazio. Ma questo, ad oggi, non è tema di discussione. Quello che importa è che ci sono molti progetti che stanno dando finalmente nuova linfa ad un dinosauro rimasto silente per troppo tempo. 

Aria Expo 2015, sei anni di silenzio 

Sono passati sei anni dalla fine di Expo e la zona è rimasta pressoché vuota. Qualche evento sociale (si pensi alle ‘Olimpiadi degli Oratori’ organizzate dal CSI Milano), qualcuno a caratura anche internazionale (le prime edizioni dei tornei di tennis della Next Gen, le notti dedicate al salto dal trampolino con tanto di pista apposita, eccetera) ma poco altro. Di idee, un’infinità, non ultima quella di creare la famosa Cittadella della Salute. Ipotesi, proiezioni, possibilità che spesso si sono dovute scontrare contro la lenta burocrazia di questo paese. La quadratura del cerchio momentanea è stato il progetto MIND – Milano Innovation District.

Il Progetto MIND – Milano Innovation District 

Un progetto che si basa su tre grandi presenze: l’Università degli Studi di Milano, l’ospedale Galeazzi e il centro di ricerca Human Technopole, che porteranno sul territorio competenze, persone da tutto il mondo e attività economiche. Al loro fianco anche uffici di privati, residenze, negozi, servizi e innovazione sociale grazie alla presenza di Fondazione Triulza. L’obiettivo, in sostanza, è quello di far vivere la zona. Assai periferica, non particolarmente attraente dal punto di vista estetico, lontana un po’ da tutto e da tutti, con la tangenziale e l’autostrada a corredo. L’area è in concessione per 99 anni, per un’operazione che prevede un investimento totale di circa 4 miliardi di euro.

L’accordo con Invitalia per attrarre nuovi fondi e clienti 

Sarà difficile farla diventare zona residenziale ma Arexpo, azienda proprietaria dell’aria Expo 2015 che ha il compito di svilupparla, ha da poco siglato un accordo con Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, per favorire l’attrazione di investimenti internazionali nel distretto dell’innovazione milanese. Un modo per provare a portare nuove aziende, ma anche per rendere tutto il comparto più attraente. Di certo la creazione di MIND, spazio aperto a più funzioni, fortemente proiettato a un futuro sostenibile, è il primo risultato di un modello d’azione decisamente all’avanguardia, con la commistione tra pubblico e privato vista dai più come l’elemento cardine per poter governare oggi.

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