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24. 01. 2022 15:04

Nella Chinatown di Milano pronto a nascere un “tempio” del food orientale

Le opere di riqualificazione riguardano anche la Chinatown di Milano: vicino a piazza Morselli sta per nascere un gigantesco tempio del food giapponese

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Nella Chinatown di Milano tre anni fa la Ignotus srl (della famiglia Marzotto, che possiede il più grande gruppo tessile italiano) ha comprato all’asta dal Pio Albergo Trivulzio un edificio che si eleva su quattro piani, in via Alfieri 17: l’immobile si affaccia su piazza Ercole Luigi Morselli, cuore della Chinatown milanese.

La rigenerazione del quartiere, che ha fatto incredibili passi avanti negli ultimi anni, passa dalla ristrutturazione di questo edificio, che sarà ultimata tra meno di un mese: lo segnalano le luci rosse e blu che si accendono al calare del sole. Da anni infatti la zona Sarpi sta rinascendo e i progetti di riqualificazione dell’area sembrano moltiplicarsi.

La riqualificazione della Chinatown di Milano: non solo edifici, ma tutto il contesto urbano

Gli imprenditori della Chinatown di Milano si sono preoccupati non semplicemente di ristrutturare i palazzi del quartiere, ma anche di abbellire il contesto urbano, facendo rinascere il quartiere: dopo aver rifatto la pavimentazione, aver curato le aree verdi, costruito i marciapiedi e ripensato l’illuminazione serale dell’area, si pensa ad un tempio della ristorazione giapponese, una boutique del sushi.

L’enorme palazzo affacciato su piazza Morselli potrebbe portare alla Chinatown di Milano il brand Ronin Shokunin. Ci saranno diversi ristoranti con carne e pesce alla griglia, vini pregiati e karaoke. Ma l’attesa maggiore riguarda il penultimo piano dell’edificio, dove invece si dice che troveremo la boutique del sushi Omakase Sushiyaki con Katsu San, chef da due stelle Michelin, tra i più celebri al mondo.

Non ci resta che aspettare di visitare in prima persona il tempio della ristorazione giapponese in una Chinatown di Milano che sempre più è in grado di offrire opportunità culinarie etniche in un contesto completamente rigenerato.

Storia della Chinatown di Milano

Nonostante le piccole dimensioni, la Chinatown di Milano ha molto da raccontare di sé: l’immigrazione cinese in città ha le sue origini negli anni ‘20 del Novecento, quando un gruppo di migranti è arrivato in città da Parigi. Nella capitale francese erano precedentemente stati reclutati come manovalanza durante la Prima Guerra Mondiale, salvo poi venire in Italia per cercare condizioni lavorative più favorevoli.

chinatown di milano

Da allora le cose sono molto cambiate: nella città di Milano la comunità cinese conterebbe 32.000 residenti, secondo i dati del Comune, anche se non tutti abitano a Chinatown e nella zona di Paolo Sarpi. Probabilmente per la storica vocazione al commercio della zona assieme alla vicinanza al centro della città infatti hanno concorso ad un aumento spaventoso degli immobili – sia per la vendita che per l’acquisto – Chinatown di Milano, facendo spostare la comunità cinese tra Niguarda, Bicocca e Comasina. Nonostante questo, camminando per le strade della Chinatown milanese non si può non notare come i titolari degli esercizi commerciali siano quasi tutti cinesi.

Cosa vedere al quartiere Sarpi della Chinatown di Milano

Ci sono luoghi nel quartiere Sarpi che coniugano le eccellenze della gastronomia milanese e quelle della ristorazione cinese: emblema ne è la Ravioleria Sarpi, bottega di specialità gastronomiche della cucina cinese – pluripremiata – che si rifornisce, per la carne, alla storica (del 1931) macelleria Sirtori, adiacente al ristorante. Un esempio simile di armoniosa convivenza tra la comunità cinese e la storica comunità milanese avviene nel caso della pasticceria Maki – che offre bizzarri waffles a-là-cinese al bubble tea – che si trova a pochi passi dalle Cantine Isola, la bottega storica milanese (questa del 1896), nonché una delle cantine più visitate della città.

Nella Chinatown di Milano inoltre hanno sede la Pasticceria Martesana, vincitrice nella sua categoria dei ViviMilano Awards – Food & Drink 2017, e PastiCherì di Lucia Stragapede, allieva del mastro pasticciere tedesco Ernst Friedrich Knam, che serve le migliori brioches, torte e mousse della zona.

Un importante segnale della sempre più crescente integrazione della Chinatown di Milano con il tessuto sociale cittadino è rappresentato dalla celebrazione del capodanno cinese che, pre pandemia, è stato festeggiato da più di 100 mila persone che si sono radunate in hanno invaso via Sarpi per celebrare l’ingresso nell’anno nuovo.

La Chinatown di Milano è un piccolo microcosmo che vuole offrire nelle sue botteghe le più diverse esperienze culturali: in via Canonica si trova Kathay Food, il più grande supermarket etnico d’Italia, che offre più di 10 mila prodotti alimentari da tutte le tradizioni culinarie mondiali, che vanno da quella thailandese a quella Brasiliana, attraversando tutto il globo.
In piazza Antonio Gramsci inoltre troviamo uno dei supermarket Carrefour più innovativi dello scenario mondiale: vi convivono percorsi formativi per sommelier, cooking show ed è ricco di prodotti a chilometro zero.

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