Csv Milano
Csv Milano

Un nuovo instant book, che detta le regole della lotta allo spreco. Csv Milano lancia il vademecum ecologico, questa volta rivolto a esercenti e negozianti. Il Centro di Servizio per il Volontariato di Milano metropolitana arricchisce così gli strumenti legati al progetto #Iononbutto. Il volume è già online su iononbutto.it e va ad affiancarsi a quello uscito un anno fa rivolto alle no profit. Ora i protagonisti sono ristoratori, negozianti, produttori artigianali o industriali e piccoli esercizi commerciali.

“Quali sgravi fiscali mi spettano se dono le eccedenze alimentari alle non profit? Quali alimenti possono essere donati? Quali realtà del Terzo Settore possono ricevere le donazioni? Quali documenti burocratici produrre?” Sono queste le domande a cui il progetto prova a fornire una risposta. Il volume è edito da Csv Milano in partnership con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano, con la collaborazione di Food Policy Milano e Corriere della Sera. In poco meno di una ventina di pagine, parla ai donatori che si vogliono impegnare in questo processo virtuoso sospinto dalla Legge Gadda, che realmente ha posto l’Italia all’avanguardia in Europa e nel mondo con un approccio strategico per il contrasto allo spreco alimentare.

Il progetto “Io non butto” conta venti reti distribuite sull’intero territorio metropolitano, ma operanti in un regime virtuoso di recupero e ridistribuzione a chilometro zero. Reti capaci di salvare dalla spazzatura annualmente più di 190 tonnellate di cibo pari a più di 380mila pasti equivalenti. Tonnellate che, attraverso l’azione capillare di queste non profit, arrivano realmente, in giornata e senza sprechi, dove necessita.

«Questa volta i soggetti che vogliamo raggiungere sono proprio i donatori, i bottegai, i negozianti. Soprattutto quelli che, pur coscienti dell’importanza del non gettare l’invenduto fresco di giornata, si sentono soli e persi nei cavilli burocratici e legislativi – afferma Ivan Nissoli, presidente Csv Milano – per noi aiutarli nell’attivarsi a norma di legge significa prima di tutto creare una ricaduta virtuosa proprio in quell’impegno civico, su quel volontariato territoriale, che da decenni abbiamo l’onore di supportare. Anzi è proprio in queste commistioni, in queste ibridazioni, dove il gioco di squadra tra profit e non profit è funzionante, che l’impegno settoriale diventa invece sfida per il bene comune».

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