I temi rappresentati sono la solidarietà e la biodiversità, l’opera realizzata si chiama Largo Balestra Art, gli artisti sono gli Orticanoodles. Sono i connotati del murale realizzato al Giambellino che ripropone la street art all’attenzione della città. Gli Orticanoodles, già famosi in città per avere realizzato opere come il “muro di Mandela” sulla Fabbrica del Vapore, la “Ciminiera Branca” in viale Jenner e i “Volti della cultura” di Piazza Cardinal Ferrari, hanno proposto un soggetto floreale che esplora la tematica dell’integrazione sociale attraverso una metafora della biodiversità: in sostanza si invita a considerare la diversità come elemento di armonia e crescita in natura.

PIU’ VISIBILITA’ • L’intervento è stato realizzato su un’area di circa 400 metri quadrati in sinergia con l’Associazione “Handicap…Su la testa!”, che da trent’anni è impegnata per favorire l’integrazione sociale di centinaia di ragazzi con disabilità intellettiva. «Avere una nuova facciata ci permetterà di essere più visibili e riconoscibili – dice Jennifer Villari, Presidente dell’associzione Handicap…Su la testa! -, ma è soprattutto un segnale forte che dice quanto crediamo in questo quartiere e quanto abbiamo voglia di cambiarlo».

DAI PRIVATI • Un altro contributo alla riqualificazione della sede è arrivato dai privati. Grazie alla collaborazione di Cromology Italia, un’azienda che opera nel settore delle vernici, sono stati forniti gratuitamente materiali dei suoi marchi Settef e Duco. I professionisti del Colorificio Eurocolor hanno, invece, ricostruito l’intonaco risalente il secolo scorso che era rimasto fino ad oggi in condizioni di degrado.

DAL MUNICIPIO 6 • Un ruolo determinante è stato svolto dal Municipio 6 che, attraverso un bando pubblico, ha individuato nel progetto Largo Balestra Art, la proposta più aderente al tema dell’integrazione che lo stesso Municipio e l’Associazione hanno voluto rappresentare. L’iniziativa, inoltre, apre la strada ad una più ampia serie di interventi che, nei prossimi anni, interesseranno per intero la zona grazie al Bilancio Partecipativo. Si tratta di un nuovo tassello in un progetto di riqualificazione che si estenderà all’intero quartiere Giambellino. «Un territorio ricco di diversità, che portano certamente con sé contraddizioni da sanare e necessità di maggiore cura ma che possono generare anche scambio e ricchezza: ce lo insegnano le ragazze e i ragazzi di Handicap… Su la testa!, le loro famiglie e i volontari – ha affermato Santo Minniti, Presidente del Municipio 6 – da loro abbiamo molto da imparare».

La magnolia protagonista
Il fiore scelto per rappresentare la biodiversità

Per realizzare il progetto – secondo quanto hanno spiegato gli Orticanoodles – è stata sviluppata una grafica floreale che ha come protagonista la magnolia, una pianta molto diffusa nei giardini delle case perché è da sempre considerata di buon augurio per le case. In particolare, a dare lo spunto al progetto è stata una leggenda che racconta che in principio la magnolia era come divisa in due parti una esterna e una interna. Un giorno una magnolia venne sfiorata da un’azalea e se ne innamorò. Per rendersi quindi più bella agli occhi dell’amata, spinse in fuori quello che era la sua parte interna, il suo cuore: i fiori, andando così a creare la bellissima magnolia stellata. La storia della magnolia, insomma, è per gli artisti dell’arte di strada la metafora di quanto si vuole rappresentare nel murale: la biodiversità, che va ad esaltare la ricchezza del diverso.

 

Chi sono gli Orticanoodles
La storia di Wally e Alita

Orticanoodles è lo pseudonimo di due street artisti italiani, Wally e Alita. Wally è nato a Carrara, dove ha frequentato la Scuola d’Arte e nel 1996 si è trasferito a Milano per frequentare il corso di Advertising Art Direction presso lo IED, l’Istituto Europeo di Design. A Milano ha incontrato Alita e insieme hanno cominciato a realizzare disegni e manifesti realizzati a mano affinando contemporaneamente la tecnica dello stencil con la quale tuttora sono famosi nel mondo della street art. Gli Orticanoodles hanno preso forma in un laboratorio situato nel quartiere Ortica di Milano per poi trasformare la loro attività in una vera e propria opera urbana.