milano future city
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È una tradizione: ogni progetto di riqualificazione, come Milano Future City, è destinato a far discutere. Milano ha vissuto tanti dibattiti e piogge di critiche quando la giunta di turno ha presentato piani per rivoluzionare la vita di un quartiere o di un asse commerciale.

Fu così, negli anni Ottanta, con la pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele II. Lo fu successivamente, negli anni Novanta, con l’isola di via Dante. E così in Chinatown, in corso Garibaldi e in tante altre zone del capoluogo.

Stavolta tutto è stato preventivamente messo nero su bianco. Con Milano Future City, che Mi-Tomorrow ha raccontato la scorsa settimana, è nato un progetto di architettura e urbanistica con Andrea Boschetti (Metrogramma) e Mobility in Chain (società attiva nel campo della consulenza a livello internazionale su mobilità e trasporti). Da qui è scaturita la suggestione di un percorso alberato in corso Buenos Aires, idealmente unicum con via Padova fino alla Martesana, con marciapiedi larghi fino a quattro metri, una strada carrabile ristretta e l’accesso riservato ai mezzi elettrici.

Si tratta di un piano che andrà eventualmente integrato con il nuovo Piano di Governo del Territorio, motivo per cui anche l’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, ha spiegato che il progetto servirà da spunto per ragionare assieme con la città e i cittadini.

E qui arrivano i primi musi lunghi. Con il supporto di Confcommercio Milano, Ascobaires ha promosso un sondaggio fra gli operatori commerciali del viale. Hanno risposto 127 operatori, in prevalenza (72%) contrari ad ogni cambiamento dell’asse commerciale rispetto a come si presenta oggi. Solo il 28% si è dichiarato potenzialmente interessato a discutere un nuovo progetto.

Per Gabriel Meghnagi, presidente Ascobaires e rete associativa vie Confcommercio Milano, il sondaggio “costituisce un importante contributo di riflessione e valutazione» per l’incontro richiesto agli assessori del Comune Pierfrancesco Maran e Cristina Tajani da Confcommercio Milano e Ascobaires.

«Il risultato della consultazione che abbiamo effettuato – prosegue Meghnagi – dimostra chiaramente qual è l’opinione dei commercianti e fa anche giustizia di supposte maggioranze favorevoli degli operatori al progetto. Noi andremo all’incontro chiesto agli assessori senza pregiudizi, innanzitutto per capire come dovrebbe effettivamente essere il progetto».

«Si guarda sempre con attenzione – rileva Meghnagi – a investimenti ed interventi di miglioramento urbano e ambientale che, però, devono essere nell’interesse di cittadini e imprese. L’ampia maggioranza degli operatori di corso Buenos Aires ha colto, con il suo orientamento chiaro, tutte le perplessità che abbiamo: eliminazione della sosta, fondamentale per corso Buenos Aires; allargamento di marciapiedi già allargati pochi anni fa; rischio certo di incuria: basta vedere il triste spettacolo delle piante rinsecchite in via Vittor Pisani.

Aggiungo la totale assenza di interventi di manutenzione nelle vie vicino al corso, abbandonate nel degrado. Noi pensiamo eventualmente a proposte che abbiano, invece, l’obiettivo di migliorare ulteriormente corso Buenos Aires e la sua attrattività commerciale: Wi-Fi, arredo urbano con lampioni, possibili fioriere, ma curate».


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