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07. 12. 2022 12:13

A Milano la droga si compra anche sui social network

Possibile che nessuno riesca a fermare questo giro d’affari enorme? 

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A Milano la droga la puoi comprare anche sui social network. È pratica diffusa, i giovani lo sanno e si gettano a capofitto nei gruppi Telegram, oppure contattano su Snapchat gli utenti che, magari, si pubblicizzano su Twitter. Il giro dell’erba, del fumo e della droga è sempre ampio e questo lo sanno sia gli utenti, sia le forze dell’ordine che faticano a stare dietro a questa situazione. Fatto sta che, a Milano, la droga si può comprare anche sui social network. 

Droga e fumo, a Milano si acquistano sui social network 

Sono davvero tanti i profili che, saltuariamente, si «pubblicizzano» sui social. Saltuariamente, perché se lo facessero continuamente sarebbero subito rintracciati dalla polizia. Prendiamo il caso di tale «Carsino», che su Twitter si trova con l’account @carsino1: analizzando il suo profilo, appare chiaro che lo stesso sia di nuova produzione (e difatti appare un bel «Iscrizione: settembre 2022» che non lascia dubbi al caso) e che, in sostanza, lui appaia e scompaia a ripetizione. E che dire dei contenuti postati dallo stesso: ha cominciato il 5 settembre con un primo post neutro dal punto di vista del contenuto: «#italy #verone #Licata #postcard #maniago #vicense #termini#Pescara #chioggia #milano #bergame#Spezia #Ferrare #palerme # roma #padoue  turin #Catane #postura #vittoria #Chieti. contattami su Télégramme.  Snapchat !» E con l’aggiunta dei due link ai due social. sotto, però, questo testo era accompagnato da immagini che non lasciavano dubbi: funghi, erba e soldi.

Account che appaiono e scompaiono

Da lì è cominciata l’epopea di questo account, che abbiamo preso solo a singolo esempio: ce ne sono davvero a bizzeffe sui social. Se poi ci si mette a cercare parole particolari come «fumo», «erba», «droga», allora lì si apre davvero un mondo. Rimane da chiedersi: se siamo stati in grado noi di trovare questi utenti, perché non riesce a farlo anche chi di dovere? Soprattutto considerando che si tratta di un giro d’affari enorme, quantificato almeno in 300 milioni di euro all’anno. Anche perché, come si evince da questi account, il loro business è s’ legato alla droga e al fumo, ma si apre anche alle banconote false e ad altre attività criminali.

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