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29. 05. 2024 17:03

25 aprile a Milano, l’Anpi Milano invita i milanesi in piazza: «L’indifferenza è una brutta bestia»

Intervista a Primo Minelli, presidente dell'Anpi Milano, a pochi giorni dalla Festa di Liberazione

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Eletto da poco più di un mese come nuovo presidente provinciale dell’Anpi Milano, Primo Minelli subentra a Roberto Cenati, che ha guidato l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani milanese per 13 anni.

Primo Minelli (Anpi Milano): «Non si può far finta che non ci siano stati morti per la giusta e cattiva causa»

Qual è il senso del 25 aprile a 79 anni da quegli eventi?
«Abbiamo chiamato la nostra iniziativa “Viva la Repubblica antifascista”. Uno slogan di grande attualità perché purtroppo oggi i valori dell’antifascismo e della Repubblica solo traballanti. Noi vogliamo rinnovare il nostro impegno e ricordare il ruolo dei partigiani».

La Costituzione italiana è sotto attacco, magari proprio da parte di membri del Governo?
«Non c’è dubbio. Nel nostro testo di convocazione della manifestazione non concordiamo con le modifiche costituzionali che sono state annunciate dal governo, il premierato e l’autonomia differenziata. Sono lesive della struttura portante della Costituzione».

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Che rapporto c’è fra Milano e gli estremismi di destra?
«Ci sono formazioni neofasciste che tutti gli anni si ritrovano in occasione dell’omicidio di Ramelli e al Musocco. C’è il rischio che questi eventi possano innescare altro. Come Anpi abbiamo sempre detto che i morti si rispettano tutti. Però non si può far finta che ci siano stati morti per la giusta e cattiva causa».

Recentemente la Cassazione si è espressa sul saluto romano. È un tema da affrontare o ci sono cose più importanti?
«È un problema politico ma che parte da una radice culturale. Il nostro Paese deve fare i conti col suo passato, cioè il saluto fascista non è problema solamente giuridico. Spesso viene fatto senza conoscere la storia. Pensiamo agli stadi di calcio: gli ultras, secondo me, non sanno nemmeno cosa vogliono dire certe parole».

A Milano ci sono diversi luoghi della memoria.
«Il 25 aprile deporremo le corone in alcuni luoghi simboli del centro della città. Si tratta di luoghi che hanno un enorme valore simbolico, penso alla Loggia dei Mercanti dove ci sono le lapidi dei milanesi morti per la resistenza. Personalmente penso al Piccolo Teatro dove c’era la sede della Legione Ettore Muti: lì torturavano i partigiani, oggi si fa cultura».

Un messaggio per i milanesi in vista del 25 aprile?
«L’invito è alla partecipazione e al non essere indifferenti ai processi della Storia perché l’indifferenza è una brutta bestia».

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