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22. 04. 2024 23:38

Francesca Cucchiara, la consigliera che cerca casa: «Il problema? Gli affitti troppo alti, ma non solo»

La nostra intervista alla consigliera comunale: «E pensare che gli strumenti per migliorare la situazione ci sono»

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È appena finito il primo consiglio comunale di Milano che Francesca Cucchiara, consigliera in lista Europa Verde, inizia il suo secondo lavoro, quello della ricerca di una casa a Milano a prezzi umani. Un paradosso, se vogliamo, visto che nemmeno chi lavora per la città e ne coordina e segue costantemente la vita politica, sembra riuscire a trovare uno sbocco: «Effettivamente è un paradosso – l’ammissione di Francesca Cucchiara a Mi-Tomorrow – anche io ci scherzo su, ma il problema accomuna tutti».

Francesca Cucchiara, cinque anni a Milano e ben quattro traslochi…

«Spiace dirlo, ma per la mia generazione è qualcosa di normale. Chi si è spostato a Milano da solo per lavoro, come nel mio caso, o per studio, ha vissuto e vive questo percorso».

Nel dettaglio, cosa accade?

«Quando scade l’affitto della casa possono capitare diverse situazioni. O lo stesso affitto viene alzato, e quindi sei magari costretto a cercare soluzioni alternative perché non puoi affrontare una maggiorazione di costo, oppure l’appartamento viene messo in vendita; e quindi comunque sei costretto a cambiare».

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Lei arriva da Roma, qual è stata la sua prima casa a Milano?

«All’inizio ero sola, non conoscevo nessuno, e presi una stanza in un appartamento dove vivevo con altre nove persone. Ricordo questo corridoio lunghissimo, una cucina e tre bagni, in zona viale Espinasse; poi ho conosciuto dei colleghi e, grazie al loro aiuto, ho girovagato per viale Misurata, via Benedetto Marcello e ora zona Città Studi».

Fino ad adesso: ora cosa farà?

«Quello che fanno tutti: vedrò annunci, chiederò a persone e andrò a vedere appartamenti. Gli affitti sono molto alti ed è difficile far quadrare i conti, si fa quel che si può; devo ammettere, però, che dopo il mio sfogo sui social ho ricevuto tanta solidarietà da tante persone, che mi hanno dato consigli. È bello, significa che c’è una Milano solidale, che quando hai un problema ti tende la mano».

 

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Nel suo post su Instagram lei si è definita una «fra mille disgraziati»

«Ovviamente ho cercato di ironizzare, però il problema che ha la mia generazione, spesso precaria, è evidente. Ci si deve spostare, c’è chi fugge all’estero e chi viene a Milano perché sì, qui è più facile trovare lavoro. Ma i cambiamenti ti portano a sentirti un po’ appeso e a vivere in una situazione precaria. E siamo in tanti».

Qualcosa cambierà?

«Penso che i ragazzi di ‘Tende in piazza’ abbiano fatto una battaglia giustissima, che simbolicamente abbiamo riconosciuto con l’Ambrogino d’oro a Ilaria Lamera; sono riusciti a dare la giusta attenzione a questo problema. C’è tanto da fare, ma un’operazione che darà il via al cambiamento sarà la rivisitazione del PGT (il Piano di Governo del Territorio, ndr) al quale stiamo lavorando in consiglio comunale. Quello di Ilaria Lamera è stato un gesto eclatante, meno male che ha fatto scoppiare questa bolla; il suo post, anni fa, forse sarebbe passato inosservato».

L’inizio di una rivoluzione?

«Cambia sicuramente il percepito; credo che il cambiamento lo facciano le persone, ma solo se si mettono insieme, alla fine, i risultati si raggiungono».

Mai come in questi periodi si vede l’importanza dei social

«Servono a far conoscere il problema. È importante che i social facciano esplodere il problema, ma è altrettanto importante che le battaglie vengano portate avanti per il bene di tutto, serve dare continuità. Che poi è il motivo per il quale ho deciso di far politica».

Torniamo al problema casa: cosa direbbe Francesca Cucchiara ai proprietari che rilanciano annunci improponibili?

«Bisognerebbe mettersi nei panni dell’altro, di avere empatia con i possibili inquilini e provare a chiedersi che cosa succederebbe a parti invertite. E poi perché non si parla mai di mercato immobiliare etico, di affitto etico? Il tutto viene demandato alla alla sensibilità e al buonsenso delle persone, che purtroppo spesso chiedono affitti eccessivi. Va detto poi che l’investimento sul mattone è sempre stato un investimento sicuro e che ha rappresentato una fonte di reddito integrativa dei salari troppo bassi. Quindi, il problema sono sicuramente gli affitti troppo alti, ma anche il lavoro precario e sottopagato».

Questo causa l’espulsione delle persone meno abbienti da Milano

«Ma ci sono le soluzioni, basta attuale. Per esempio, a Milano abbiamo buona parte del patrimonio pubblico abitativo sfitto causa manutenzione; ma servono soldi per rimettere a posto queste strutture e cederle a possibili inquilini. Il problema, però, è che se sono i comuni che devono farsi carico di questo, che vengano messi nelle condizioni ottimali. Prima di costruire nuove case, di cementificare ancora Milano, recuperiamo lo stock abitativo esistente per poi lavorare sull’housing sociale; ma veramente sociale. Gli strumenti ci sono, ma servono i fondi per rimettersi a posto. E un aiuto dalo stato».

Che cosa si aspetta da questo 2024 Francesca Cucchiara?

«Mi aspetto che in qualche modo tutto quello che si è creato, la battaglia sulla casa, continui; che non si disperda e si rafforzi, anche in termini di relazioni. La separazione tra mondo esterno e quello delle istituzioni è evidente, dovremmo cercare di parlarci di più. Spero che ci sia sempre più forte questa cooperazione, sempre più solida. Come Comune di Milano dobbiamo fare di più, cercando anche di far comprendere che la retorica della Milano che fa schifo non sempre è vera. Dobbiamo cercare di capire qual è il problema, non bisogna fare di tutta un’erba un fascio. Prendiamo il toro per le corna, riscoprendo la parte più bella di Milano».

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