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25. 04. 2024 06:48

Le isole tattiche sono cosi fondamentali per la città?

Ma i milanesi hanno capito cosa sono e a cosa servono?

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La giunta comunale si vanta di aver portato ben 40 isole tattiche (o piazze aperte, date il nome che vi pare) nella città di Milano. un bel traguardo, non c’è che dire, ma dal profondo viene da chiedersi: ce n’era bisogno? E soprattutto, i cittadini hanno capito dove sono e a cosa servono?

Le isole tattiche a Milano, che cosa sono 

Partiamo dalla fine: tra le ultime isole tattiche a Milano sono state annunciate quelle di Piazza San Materno al Casoretto e via Val Maira a Pratocentenaro. Per un numero, come dicevamo, di quaranta raggiunte e create in appena quattro anni. Si tratta, in sostanza, di isole pedonali create senza interventi economici importanti. Che quindi non hanno tolto soldi alla comunità ma dovrebbero portare, alla stessa, benefici dal punto di vista per l’appunto sociale. La cosa bizzarra (ma anche geniale, se vogliamo), è che queste isole tattiche sono delimitate da panchine, piante in vaso, asfalto colorato e così via, con al loro interno tavoli da ping pong o da pic nic. 

piazze aperte

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C’è chi si lamenta, però…

Queste isole tattiche sono state create senza tenere presente però alcune necessità impellenti della comunità. Che certamente da una parte applaudono alla loro nascita, ma dall’altra vedono tolti degli spazi che potevano essere usati per altro. Un esempio su tutti: il taglio dei parcheggi. Ma c’è anche chi pone l’accento che vengono utilizzate poco (magari ora con la bella stagione qualcuno a ping pong ci giocherà…) o che portino disturbo alla quiete, perché più che angoli ristoro per famiglie con bambini sono divenute subito posto per bivacchi molesti. Dal canto suo Arianna Censi, assessore alla Mobilità del Comune, però non ha dubbi: «Saranno tutte promosse a livello mediatico. Il progetto ha trovato consenso e sono diventati luoghi di grande socialità».

Ora si lavorerà vicino alle scuole

Ora la seconda fase del progetto, che prevederà lavori per trasformare gli spazi pedonali nei pressi dei plessi scolastici. Sarà lanciato un nuovo bando pubblico e i cittadini «potranno proporre e collaborare alla realizzazione di nuovi interventi di riqualificazione adiacenti alle scuole». Certo, c’è da chiedersi quanto i cittadini possano essere interessati ad impegnarsi in un progetto del genere, che richiede comunque attenzione e dispendio di tempo ed energie. Perché i numeri sono importanti: ventiduemila metri quadrati di spazio pubblico, 250 nuove panchine, 35 tavoli, 380 posti bici, 310 piante in vaso, 32 nuovi tavoli da ping pong: «Non è una cosa rivoluzionaria ma può aiutare a cambiare la faccia di Milano» le parole di Beppe Sala. 

Quartieri stravolti, ci siamo resi conto?

Le isole tattiche, però, hanno anche stravolto la città: di valore aggiunto per i residenti, al momento, se ne vede poco. Sono più i disagi (già citati i parcheggi tolti e i bivacchi molesti serali) che altro, tema sul quale bisognerà lavorare nei prossimi mesi. E, forse, i soldi utilizzati per dare un nuovo volto alla città potevano essere utilizzati in altra maniera. Ma questo è tema sul quale non si troverà, di certo, mai intesa.

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