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Milano
16. 06. 2024 02:02

Il caso di via San Gregorio e il clochard che aggredisce i ghisa: perché la politica non può più stare a guardare

Non bastano le solite e inutili parole, ora serve un provvedimento immediato per la sicurezza di tutti: altrimenti sarà anarchia

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Milano città sicura? Se un clochard aggredisce, in piena zona stazione Centrale, un vigile urbano, allora vuole dire che abbiamo davvero toccato il fondo. Un fatto del genere non può passare inosservato e anche chi ha sempre sbandierato che questa è tutto sommato una città sicura, forse ora dovrà ricredersi. E agire subito, in modo repentino e istantaneo.

Il clochard che aggredisce il vigile urbano in una Milano città sicura (a detta di altri) 

Riavvolgiamo il nastro: un normale venerdì pomeriggio in zona stazione Centrale, di quelli fatti di bivacchi, spacciatori, pendolari e gente senza arte né parte. In tutto questo s’inserisce la scena di un vigile urbano, il «ghisa» per chi abita a Milano, che viene aggredito da un clochard con un pugno in pieno viso. Scena girata da un residente che finisce sui social, da lì l’indignazione pubblica. Il clochard in questione, un romeno di 45 anni con precedenti, è stato arrestato. Ma tanto lo sappiamo, tra qualche giorno sarà di nuovo fuori e libero di tornare a bivaccare. Magari cambierà zona, lo farà da qualche altra parte, ma lo rifarà: su questo penso nessuno abbia dubbi. Per il vigile urbano, invece, prognosi di sette giorni e poi anche lui tornerà a fare quello che sa fare meglio, il suo lavoro. E magari ritroverà, per la strada, proprio il romeno che l’ha appena aggredito.

L’indifferenza della politica, che sbandiera una sicurezza in città inesistente 

Quello che fa più male è l’indifferenza della politica locale a più livelli. E la domanda sorge spontanea: perché? Perché non esporsi, per cercare di fare sentire la propria voce e rincuorare i cittadini, invece sempre più impauriti?

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Milano città sicura, forse questo è tutto vero

Il dubbio che ci assale è che nessuno si sia esposto perché forse hanno ragione loro. Milano è una città sicura, stiamo sbagliando noi ad arrabbiarci per questo episodio, come sbagliamo ad arrabbiarci quando ci sono stupri e scippi in stazione Centrale, lo spaccio di droga al Corvetto e così via. Forse è questo l’errore, indignarsi per tutto ciò: forse non ne vale la pena.

Serve una risposta immediata, ne va della sicurezza in città

E invece no, facciamo bene ad indignarci. E ora pretendiamo che le istituzioni facciano un passo avanti, unendosi in un coro comune per cercare una soluzione comune: basta divisione, basta maggioranza e opposizione, basta bandiere e ideologie. Qui serve una norma che regoli la vita sociale di tutti per dare maggiore sicurezza alle persone. Milano città sicura? Bene, ce lo dimostrino con i fatti, con una legge ad hoc che fermi queste persone. Perché se uno è un clochard non deve avere la presunzione di poter sferrare un pugno ad un onesto cittadino, peraltro un vigile che starebbe lavorando per lui; se uno è un delinquente, non deve sentirsi libero di chiudere una ragazza nell’ascensore della stazione, abusare di lei e farla franca; se uno decide di spacciare, non deve sapere che, in caso di arresto, a distanza di qualche settimana magari esce perché le carceri sono piene. No, questo a noi cittadini non sta bene: è ora che la politica locale si attivi, se non per far rivivere la «Milano da bere» perlomeno per ridarci una città sicura. 

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